Malasanità a Formia, ha un infarto ma attende 12 ore in pronto soccorso

“Fortuna”. Questa l’unica vera ragione per cui è ancora in vita. Ad affermarlo, nell’intervista che ci ha rilasciato, è stata Marianne Nikolits, tedesca da anni residente in Italia, protagonista di una incredibile storia di malasanità avvenuta all’ospedale Dono Svizzero di Formia. La donna si è recata al pronto soccorso del nosocomio formiano, alle ore 2 circa del 2 gennaio scorso, in preda a forti dolori al petto e al braccio, tipici di un infarto. Nonostante ciò la signora è stata accettata con un codice giallo, mentre i dolori erano già molto forti. Ma la vera assurdità della sua disavventura, è l’entità dell’attesa prima dell’intervento di angioplastica al quale è stata sottoposta: ben 12 ore.


Infatti, dopo una prima anticamera subito dopo l’accettazione, è stata sottoposta ad un “anomalo” elettrocardiogramma, in seguito al quale ha dovuto attendere diverse ore nell’apposita saletta, in preda al freddo e ai dolori, e dove si è dovuta recata con le proprie gambe, mentre aveva un infarto in corso e vedeva – come ricostruisce – i medici giocare al telefonino. Ad appurare ciò che era da tempo chiaro alla vittima, dopo mezza giornata di attesa, sono state le analisi e le parole del medico in servizio che ha informato la donna di avere “un grave infarto del miocardio in corso”. A Marianne è stato applicato uno stent.

Per fortuna il servizio di emodinamica, che ricordiamo all’ospedale Dono Svizzero di Formia funziona in regime di part-time, in quel momento era presieduto dai medici in servizio che hanno potuto operare la donna, la quale, in caso contrario, sarebbe stata trasferita a Latina. Dall’intervista emerge tutta l’indignazione della vittima di questo ennesimo caso di malasanità. Marianne ha avuto paura di morire, e non può dimenticare la superficialità e la mediocrità di chi ha gestito quelle ore, che stavano per esserle fatali.