Violenza sulla paziente, l’incidente probatorio: “Incongruenze”. La difesa dell’infermiere di Fondi pronta a chiederne la remissione in libertà

Per fornire la propria versione sulla notte in cui sostiene di essere stata violentata da un infermiere fondano in servizio al Fatebenefratelli, era appositamente partita dall’America. Ma, arrivata presso il Tribunale penale di Roma per l’incidente probatorio, mercoledì ha fornito una testimonianza che avrebbe dato nuove “frecce” alla difesa dell’indagato, il 36enne Armando Renzitelli, da ottobre sospeso dal servizio e agli arresti domiciliari.

*L'avvocato Alessandro Parisella*
*L’avvocato Alessandro Parisella*

Alla luce delle risultanze, ne chiederò l’immediata scarcerazione”, ha detto l’avvocato Alessandro Parisella, secondo il quale le accuse si sono sgonfiate. “Ci sono diverse incongruenze e contraddizioni. E, tra le altre cose, quanto ricostruito nell’occasione dalla giovane è del tutto compatibile con l’attività normalmente svolta dal personale sanitario in situazioni del genere”. Ovvero in casi di forte ebbrezza alcolica, stato in cui la 23enne statunitense presunta vittima giunse al pronto soccorso dell’ospedale capitolino, una notte dello scorso luglio.


In servizio in quelle ore, l’infermiere di Fondi poi arrestato: in particolare, secondo quanto denunciato ai carabinieri, al risveglio dal suo stato di semi-incoscienza la turista si sarebbe trovata praticamente immobilizzata alla lettiga e senza pantaloni, col 36enne intento a palpeggiarla, e dileguatosi prima che lei riuscisse a lanciare l’allarme. Nel corso dell’interrogatorio volto a “cristallizzare” quei momenti, a cui la 23enne, in oltre due ore, ha risposto per mezzo di un traduttore suo connazionale, qualcosa pare però cambiato. “Come per il pantalone”, ha spiegato il legale dell’infermiere. “Questa volta ha detto che le era solo stato sbottonato”.

Solo una delle varie circostanze da punto interrogativo su cui adesso punta la difesa. Come anche alcune ore di vuoto, prima del malore che ha portato la giovane in ospedale: non è chiaro dove e con chi fosse dall’una alle quattro di notte. Ma ad essere importante, per il legale del fondano, è forse soprattutto un particolare: dicendo di non sentirsela, mercoledì la 23enne anziché entrare in aula ha preferendo la via dell’audizione protetta. Portando ad un mancato riconoscimento dell’indagato che, assieme a paventate contraddizioni e quant’altro, porterà a stretto giro di posta alla richiesta di remissione in libertà dell’infermiere. Comunque vada, avviato al giudizio immediato.