‘Kyenge come un orango’: non è odio razziale. Parola di Moscardelli

‘Kyenge come un orango’: non è odio razziale. Parola di Moscardelli

Una donna di colore, ministro della Repubblica, paragonata ad un animale. «Kyenge come un orango». L’orribile frase pronunciata dal leghista Calderoli viene giudicata ‘insidacabile’ dai membri della giunta per le autorizzazioni di cui fa parte anche il senatore pontino Claudio Moscardelli (Pd).

Cecile Kyenge

Cecile Kyenge

Una vicenda assurda: nessuna istigazione all’odio razziale secondo i membri di Forza Italia, Ncd, Lega, Autonomie e Pd dell’organismo parlamentare che, in buona sostanza, ha dichiarato non perseguibile Calderoli, a tratti persino elogiato.

In questo frangente il senatore Moscardelli ha perso l’occasione per distinguersi.

Ecco la parte di verbale che riporta il suo intervento in giunta: “Il senatore Moscardelli (PD) dopo aver evidenziato che nel caso di specie l’espressione usata dal senatore Calderoli non ha dato luogo ad alcuna querela da parte dell’interessata, evidenzia che le accuse relative alle incitazioni all’odio razziale risultano infondate, atteso il contesto politico nel quale le frasi in questione sono state pronunciate e attesa anche la configurazione del movimento della Lega, nel cui ambito operano anche diverse persone di colore. Manifesta pertanto la propria contrarietà rispetto alla proposta del relatore Crimi ( la declaratoria di sindacabilità, ndr)”. Ogni commento è superfluo

“Gravissima la decisione della giunta delle immunità parlamentari di respingere la richiesta di autorizzazione a procedere contro il senatore leghista Roberto Calderoli in merito alle sue gravi offese razziste contro l’ex Ministro Cecile Kyenge”. Lo ha dichiarato Khalid Chaouki, deputato del Partito Democratico.
”Ci lasciano sgomenti e senza parole – sottolinea – le motivazioni dei senatori che hanno minimizzato le frasi razziste di Calderoli derubricandole a mera satira. Il senatore Calderoli andava gia’ stigmatizzato tempo fa pretendendo un suo passo indietro e le dimissioni dal ruolo di vice presidente del Senato, come abbiamo richiesto insieme a migliaia di persone, purtroppo inascoltate. La condanna politica e morale oggi per noi è un elemento imprescindibile, anche al netto del percorso della giustizia ordinaria. Confidiamo in una presa di posizione netta del Senato affinche’ si corregga l’errore prodotto dalla giunta. Rinnoviamo in questa sede – conclude – la nostra solidarietà e il pieno sostegno a Cecile Kyenge, questi episodi ci mostrano chiaramente come la battaglia contro il razzismo e a favore dell’integrazione sia ancora all’inizio”.

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