Alta valenza turistica: il Comune di Sabaudia contro i balneari

Alta valenza turistica: il Comune di Sabaudia contro i balneari

sabaudia spiaggia duneSono 14, tra stabilimenti e chioschi ad avere impugnato la delibera di giunta con cui si prende atto dell’alta valenza turistica. Parliamo ovviamente della classificazione delle spiagge in base ai parametri stabiliti da un questionario della Regione. Come San Felice, Sabaudia è finita nella fascia alta, e come i balneari del Circeo anche quelli di Sabaudia hanno presentato ricorso insieme al Sib. L’alta valenza turistica porta al raddoppio dei canoni concessori ma il punto non è solo questo. I balneari pensano che al punteggio da serie A i comuni siano arrivati con tanti omissis. Non basta infatti calcolare il punteggio in base alle peculiarità del territorio dal punto di vista ambientale. Contano i servizi, dai trasporti alle spiagge per disabili, fino all’offerta delle strutture ricettive partendo dal numero dei posti letto. Poi c’è un altro problema che riguarda solo la Regione che male avrebbe interpretato l’accordo siglato tra Governo e Sib. Non sarebbero state tenute in considerazione le differenze tra concessione e concessione, per intenderci, tra l’hotel di lusso con spiaggia e il semplice chiosco.

In una lettera inoltrata dai balneari al sindaco Maurizio Lucci ed alla delegata al demanio marittimo Giuseppina Volpato in sintesi venivano evidenziati i punti che poi sono stati riportati nel ricorso al Tar seppur più approfonditamente. “Premettiamo – si legge nel documento –   che è stato completamente travisato dalla Regione Lazio lo spirito dell’accordo siglato tra tutte le associazioni nazionali dei balneari e il Governo ,il  25 novembre 2008. Infatti questo  patto rappresentava un primo passo concreto verso la norma che avrebbe dovuto regolare definitivamente la distinzione  dei beni demaniali marittimi in relazione alle concessioni turistiche attraverso la classificazione delle “Valenze Turistiche”.  I criteri a cui doveva essere ancorata la valutazione partivano dal presupposto oggettivo dello stretto collegamento della spiaggia a strutture di elevata valenza turistica sotto il profilo servizi offerti oltre alla presenza di alberghi di qualità superiore ( 5 stelle) per numero di arrivi e presenze  , l’accessibilità i parcheggi e il trasposto. A questi presupposti oggettivi la Regione Lazio ha ancorato la classificazione a una generalità di caratteristiche di tipo ambientale che  snaturano completamente il principio secondo cui sono i servizi ( insieme alla qualità ambientale) che classificano una spiaggia.

Detto questo , comunque, la scheda di valutazione inviata dalla R.lazio è identica a quella della stagione scorsa. Non sono state aggiunte o tolte voci che potessero alterare il criterio seguito nel 2013 dall’amministrazione comunale. Riteniamo che l’Amministrazione Comunale debba tenere conto di fatti oggettivi , quali:

  • La forte disomogeneità dei servizi offerti sul nostro litorale. Paradossalmente nella zona a maggior qualità ambientale ( Caterattino-Bufalara) assistiamo a una scarsa ed inefficiente offerta di servizi turistici;
  • La stagione appena conclusasi è da ritenersi tra le peggiori degli ultimi 10 anni con punte di flessione che toccano il 30%.

Per tali motivi e soprattutto in considerazione  che le condizioni sono le stesse  del 2013 chiediamo che vengano confermati i punteggi dell’anno precedente”.

Con il ricorso al Tar, i balneari chiedono l’annullamento della delibera di giunta e che vengano sostanzialmente riconfermati i punteggi del 2013 in base a cui le spiagge di Sabaudia rimanevano nella fascia media. In un anno cosa potrà mai essere cambiato? Il problema dell’erosione, tanto per dirne una è rimasto, anzi i cedimenti sulla strada sono aumentati. C’è poi in piedi un contenzioso con l’associazione Beatrice proprio per l’accessibilità alle spiagge per i disabili. Insomma di ombre ce ne sono parecchie sul lungomare di Sabaudia. Il Pua poi, è bloccato da anni. I balneari hanno iniziato la loro battaglia, a San Felice Circeo come a Sabaudia. Una querelle che assume ogni giorno l’aspetto di una corsa contro il tempo in considerazione dal fatto che mancano una manciata di mesi all’inizio della stagione. Il Comune di Sabaudia comunque ha già fatto la sua mossa costituendosi in giudizio contro i balneari.

 

 

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