Monte San Biagio, carrozzeria al posto della serra: chiusa inchiesta

Monte San Biagio, carrozzeria al posto della serra: chiusa inchiesta

Le autorizzazioni erano state rilasciate per una serra di ultima generazione, al suo posto era però sorto un capannone di circa 230 metri quadrati con base in cemento, adibito a carrozzeria. Per di più in zona parco, nell’area a tutela integrale della sughereta di San Vito, a Monte San Biagio, polmone verde tra i più importanti dell’intera penisola. Una “metamorfosi” che, dopo il sequestro dell’attività, ha adesso portato il pubblico ministero della Procura di Latina Simona Gentile alla chiusura delle indagini preliminari.

Due, gli indagati per abusivismo edilizio ed abuso d’ufficio, un imprenditore del posto e l’ingegnere progettista del capannone finito nel mirino delle autorità. La chiusa inchiesta ha invece portato all’archiviazione della posizione del responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, uscito dunque di scena. Prossimo passo, la fissazione dell’udienza preliminare, dove si deciderà degli eventuali rinvii a giudizio.

serra, carrozzeriaI sigilli alla carrozzeria “fantasma” vennero apposti nel gennaio di un anno fa, quando dal Nipaf si accertò come in effetti in quella parte di area protetta, in via la Vecchia, delle innovative colture idroponiche che dovevano esserci non vi fosse traccia: anziché l’impianto di idrocoltura risultante dalle autorizzazioni comunali – fuori dal suolo e pienamente ecosostenibile – davanti gli occhi degli specialisti della Forestale spuntarono auto da aggiustare ed un’attrezzata officina.

 

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