Anomalie sulla gestione dell’Ipab SS. Annunziata: il caso finisce all’Anticorruzione e in Regione

Anomalie sulla gestione dell’Ipab SS. Annunziata: il caso finisce all’Anticorruzione e in Regione

Apparentemente è uno spaccato di malamministrazione che fa tremare i polsi a chiunque. Il presidente dell’Autorità nazionale anti-corruzione Raffaele Cantone e quello della Regione Nicola Zingaretti sono i destinatari di una pesantissima relazione che il direttore Giovanni Caprio ha scritto per denunciare le tante, troppe, anomalie, che hanno caratterizzato negli ultimi anni la gestione dell’Ipab della Santissima Annunziata, l’ente di derivazione regionale che si occupa di tante cose, dal teatro Remigio Paone di Formia alla residenza Curzio Salvini di Terracina, dalla residenza per anziani dell’Annunziata di Gaeta alla casa famiglia Capponi-Palombi di San Felice Circeo.

Il direttore Caprio ha voluto rendere pubbliche quelle che ha definito le “inquietanti ombre” che si trascina l’ente da tanti anni in occasione di una conferenza stampa organizzata, alla presenza del presidente facente funzione Piero Bianchi, in occasione della seconda giornata della trasparenza e a cinque giorni di distanza  dalla scadenza del consiglio di amministrazione che ora potrebbe essere commissariato dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti nella persona dell’ex sindaco di Itri, Giovanni Agresti, del Movimento Sociale prima e di Alleanza Nazionale, e ora fulminato sulla strada del Partito Democratico.

L’incontro era iniziato mettendo in evidenza tutti i buoni risultati conseguiti dall’Ipab dell’Annunziata nei settori del welfare e della cultura ma poi il direttore Caprio è stato un fiume in piena che qualche magistrato dovrebbe intercettare sulla gestione, definita personalistica dell’ex presidente Raniero De Filippis: anomalie nel conto corrente bancario dell’ente, affidamenti a due cooperative con importi superiori alla norma, l’acquisto a trattativa privata di due terreni nel quartiere di Castellone senza perizia utilizzando parte dei finanziamenti destinati alla riqualificazione – mai avvenuta – dell’ex colonia di Donato, procedure illegittime per i lavori di recupero dell’ex convento dell’Annunziata di Gaeta, mancata restituzione di alcuni beni  mobili immobili da parte dell’Arcivescovo Monsignor Fabio Bernardo D’Onorio e finanche un contratto di locazione di un appartamento in via Begani a Gaeta ad insaputa del Cda. Il presidente facente funzione Piero Bianchi ha dovuto ammettere che queste anomalie dovrebbero far riflettere qualcuno.

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