Fondi, la Coldiretti chiede i danni per la tromba d’aria: oltre venti aziende danneggiate

Fondi, la Coldiretti chiede i danni per la tromba d’aria: oltre venti aziende danneggiate
*Lino Conti*

*Lino Conti*

Non fossero bastati il gelo ed i veri e propri nubifragi d’inizio dicembre, a prostrare ancor di più il già barcollante comparto agricolo della Piana di Fondi nei giorni scorsi ci ha pensato anche una tromba d’aria. Un violento turbine di mezz’ora o poco più, nella serata del 28, ed ecco danni per migliaia d’euro per colture ed annesse strutture. Tanto da spingere la Coldiretti, già il giorno successivo, a richiedere per le aziende interessate lo stato di calamità naturale.

Oltre venti, quelle che hanno dovuto vedersela con guai e danni derivanti dall’evento atmosferico, che vanno da poche centinaia d’euro fino ad arrivare a cifre ben più cospicue.

Al Salto di Fondi, esempio emblematico, un’attività è stata completamente rasa al suolo: giù le serre; addio d’un colpo a sedano, prezzemolo, rucola e quant’altro. Una fine dell’anno che il malcapitato titolare dell’azienda ricorderà a lungo. Come pure la ricorderanno gli altri imprenditori agricoli colpiti dalla furia del vento, per la quasi totalità localizzati proprio lungo l’area litoranea, tra il Salto e la zona di Capratica.

“Ci auguriamo che questa volta lo stato di calamità venga riconosciuto dalla Regione”, ha commentato il presidente della Coldiretti, Lino Conti. “Soprattutto perché diversi degli imprenditori colpiti hanno avuto perdite economiche davvero ingenti. Altrimenti, oltre al danno, ci sarebbe anche la beffa. E purtroppo non sarebbe la prima occasione”.

Mentre i diretti interessati fanno tutti gli scongiuri del caso per gli eventuali risarcimenti, assieme a buona parte dei restanti operatori del comparto rimangono con la guardia alta. Non solo per il timore di nuovi eventi atmosferici eccezionali, ma anche per il “semplice” freddo, che negli ultimi giorni a Fondi e nel comprensorio circostante ha portato al blocco, causa congelamento, di un buon numero di impianti irrigui, alcuni dei quali ripristinati solo dopo l’intervento del Consorzio di Bonifica. Un’emergenza tira l’altra, insomma, coi raccolti della Piana andati incontro ad un altro anno da dimenticare.

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