Fondi, appalto da oltre 60 milioni d’euro per i rifiuti

Dopo lunga (e contestata) gestazione, con l’amministrazione guidata dal sindaco Salvatore De Meo nel frattempo giunta al termine del proprio mandato, ecco che l’appalto per la gestione dei rifiuti della Piana vede finalmente piena luce: una durata di nove anni, per un prossimo affidamento pari ad oltre 60 milioni d’euro totali, Iva esclusa. La parola, adesso, passa al miglior offerente.

Nello specifico, il Comune di Fondi procederà ad assegnare  il “servizio di raccolta, trasporto e conferimento dei rifiuti urbani e assimilati, differenziata porta a porta, servizio di spazzamento stradale e altri servizi accessori”. Un pacchetto da concedere per un periodo di sei annualità, più altre eventuali tre, con un importo complessivo presunto – come accennato al netto di Iva – rispettivamente di 40milioni 140mila euro circa per il primo periodo, e di poco più di 20 milioni 70mila euro per le annualità restanti.


Le società che volessero prendere parte alla procedura di gara, dovranno far pervenire le offerte presso il Municipio entro le 13 del prossimo 24 marzo, con l’apertura delle buste prevista per le 16 del 31 marzo. Dopodiché, salvo imprevisti, via all’entrata a regime del servizio, che prevede anche l’inizio della differenziata porta a porta, già in auge da anni nei Comuni limitrofi ma a certe latitudini finora sempre procrastinata. Il bando, a firma del dirigente Martino Di Marco, è stato inviato per la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale il 30 dicembre, a stretto giro di posta rispetto l’ultimo consiglio comunale, che tra le altre cose aveva visto proprio l’approvazione del capitolato relativo al servizio rifiuti urbani.

Argomento, quello della gestione dei rifiuti, affrontato in maniera a dir poco tagliente dalle componenti di minoranza in un comunicato-fiume diffuso congiuntamente a margine della stessa assise. Partendo dall’analisi del Piano finanziario del servizio approvato dalla maggioranza, i capigruppo di Pd, Civita per Fondi, Lido di Fondi, Ncd e Udc non avevano lesinato critiche e sospetti: “Dai dati presenti nel documento in oggetto si vede chiaramente che aumentano considerevolmente la produzione dei rifiuti e le quantità conferite in discarica, mentre si riduce la percentuale di raccolta differenziata. Per il Piano finanziario è inoltre previsto un costo (in aumento) di 6,5 milioni di euro, ma intanto si allungano i tempi del porta a porta. Sarà anche vero che inizialmente questa modalità costa di più, ma se si fosse partiti già da qualche anno saremmo già ampiamente nella fase discendente delle tariffe e avremmo da guadagnarci anche per la qualità dell’aria e del nostro ambiente. Invece no, si rinvia ancora di un altro anno, per definire il bando della nuova gara non sono bastati 15 mesi. Anche in questo caso si tratta di scelte pre-elettorali, con promesse elargite a tante persone di un impiego presso la società che si aggiudicherà l’appalto”.