Aprilia, il Pd: “Tari, non si può tassare l’area produttiva”

Aprilia, il Pd: “Tari, non si può tassare l’area produttiva”

Rivoluzione Tari (ex tarsu, la tassa sui rifiuti) per le attività produttive in virtù del chiarimento del Dipartimento Finanze del Ministero dell’Economia che con la risoluzione 2/DF 2014 ha limitato il potere dei comuni di tassare le aziende per quanto riguarda il vecchio tributo sulla gestione della raccolta dei rifiuti urbani.

“Il comune non potrà più utilizzare le attività produttive come un bancomat ai fini della Tari come è accaduto ad Aprilia nel corso dell’ultimo anno”, spiega il segretario del Pd di Aprilia Alessandro Mammucari. “E’ bene ricordare che con l’ultimo bilancio di previsione 2014 la nuova Tari rappresenta per le aziende apriliane un vero e proprio salasso per effetto degli aumenti deliberati a giugno per far quadrare i conti di una gestione poco efficiente del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti i cui costi lievitano in modo incontrollato da anno in anno”. In base alle nuove tariffe deliberate un ristorante/pizzeria ha subito un aumento del 10% con la conseguenza che un locale con una superficie di 171 mq ha pagato 300 euro in più rispetto al 2013 con un conto pari a ben 3.800 euro. Gli uffici e studi professionali hanno subito un aumento di oltre il 15% e un maggiore esborso per quasi 200 euro. “Come chiarito dal ministero, il Comune di Aprilia non potrà più assoggettare a tassazione le aree adibite a magazzino e quelle che sono funzionalmente ed esclusivamente collegate all’attività produttiva come le aree dedicate al processo produttivo e soprattutto i regolamenti comunali non possono proporre criteri che riducono le aree escluse dal tributo, ma al contrario potranno aumentare i criteri di esclusione dalla tassazione”.

Già nel corso dell’approvazione del regolamento Tari 2014 il Partito Democratico di Aprilia aveva chiesto all’amministrazione comunale di rivedere l’impostazione adottata rivedendo i criteri di tassazione delle imprese apriliane in particolar modo per quanto riguarda l’assimilazione dei rifiuti speciali a quelli urbani e l’esclusione dal tributo delle aree magazzino, di produzione e quelle dedicate allo stoccaggio dei prodotti fini oltre che le arre scoperte a servizio del ciclo produttivo che danno luogo alla produzione continuativa e prevalente di rifiuti speciali al fine di alleviare il conto alle nostre imprese. “Questo non è stato preso in considerazione dalla Giunta Terra con un conto salato per gli artigiani, commercianti apriliani, mentre oggi il Ministero dell’Economia conferma la correttezza della nostra posizione che dovrà rivendicheremo con forza in occasione dell’approvazione dei nuovi regolamenti Tari 2015”.

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