Giornata Mondiale per i diritti umani, Libera scrive ai sindaci del sud pontino

Giornata Mondiale per i diritti umani, Libera scrive ai sindaci del sud pontino

In occasione della Giornata Mondiale per i diritti umani, prevista per il 10 dicembre, la campagna “Miseria Ladra”, attraverso Libera e Gruppo Abele, manderà ai sindaci di oltre 100 città italiane la richiesta di garantire il diritto alla salute anche ai senza fissa dimora, attraverso il rilascio della residenza legale così come prevede la legge. In molte città questo diritto oggi è violato. All’iniziativa hanno partecipato anche i presidi di Formia e Itri e il coordinamento provinciale di Latina dell’Associazione Libera, che hanno inviato la lettera a tutti i sindaci del sud pontino.

 

Ai Sigg. Sindaci dei Comuni di

Campodimele, Castelforte, Fondi, Formia, Gaeta, Itri, Lenola, Minturno, Monte San Biagio, Ponza, Priverno, Prossedi, Roccasecca dei Volsci, SS.Cosma e Damiano, Sonnino, Sperlonga, Spigno Saturnia, Terracina, Ventotene

Oggetto: richiesta di istituzione della via fittizia in cui dare la residenza alle persone senza dimora

Egregio Signor Sindaco,

Uno dei principali problemi che incontrano le persone che diventano povere e finiscono in strada, senza un tetto, ultimi tra gli ultimi, è quello della residenza anagrafica. Chi non risponde ad un censimento, chi deve lasciare un appartamento in seguito alla rottura di un matrimonio e non sa dove altro andare, chi viene sfrattato per morosità o perché non è riuscito a pagare le rate del mutuo, finisce in strada; chi, pur titolare di un regolare permesso di soggiorno, non può indicare una effettiva dimora, perde la residenza e, a causa della normativa italiana, diventa una persone invisibile e priva di diritti.

Chi è sprovvisto di residenza non può ottenere il rilascio della carta d’identità o il rinnovo della patente; non può esercitare i diritti politici, i diritti sociali ed economici; non può lavorare, non può percepire prestazioni previdenziali, non può rivolgersi ai servizi sociali. Paradossalmente proprio le fasce sociali di emarginazione estrema che maggiormente necessitano di assistenza non possono accedere ai servizi offerti dallo Stato.

In particolare l’assenza  di una residenza impedisce il godimento di un diritto fondamentale come il diritto alla salute di cui all’art.32 della Costituzione. Infatti nel nostro Paese le prestazioni sanitarie sono erogate dalle Aziende Sanitarie Locali e dai vari presidi sanitari diffusi sul territorio nazionale in base alla residenzialità degli utenti. Ne deriva che una persona senza dimora alla quale è stata negata la residenza non può iscriversi al SSN e non ha un medico di base cui rivolgersi per ottenere la prescrizione di un farmaco o di una visita specialistica. Una persona senza dimora tossicodipendente o alcoolista sprovvista di residenza non può rivolgersi ai Sert e usufruire dei trattamenti di cura e riabilitazione offerti a tutti gli altri cittadini.

Il diritto soggettivo di ogni cittadino a chiedere ed ottenere la residenza è previsto dalla nostra normativa (Legge 24.12.1954 n. 1228, DPR 30.05.1989 n. 223). Il 9 Maggio 2012 è entrato in vigore il Decreto legge 5/2012, recante “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo”, c.d. “Semplifica Italia”, convertito con modificazioni nella L.35/2012. Sono seguiti il decreto attuativo, D.P.R. 154/2012 e una circolare del Ministero dell’Interno (9/2012) contenenti le istruzioni operative sulle modifiche introdotte dalla legge in tema di residenza.

Il diritto alla residenza è stato riconosciuto da numerose sentenze della Suprema Corte di Cassazione e dei Tribunali di merito. Se la persona senza dimora non ha un recapito o un vero e proprio domicilio (sede principale dei propri affari) nel Comune, ma elegge domicilio al solo fine di chiedere ed ottenere l’iscrizione anagrafica, come suo diritto, l’anagrafe istituisce una via fittizia (territorialmente non esistente, ma equivalente in valore giuridico). Tale interpretazione attuativa è contenuta nelle Avvertenze ISTAT N.29/1992.

Nonostante questo semplice principio, assistiamo alla negazione del diritto all’iscrizione anagrafica dei senza fissa dimora. Il riconoscimento della residenza fittizia per queste persone rappresenta, oltre che un diritto riconosciuto, un principio di civiltà troppo spesso negato.

Con la presente lettera siamo a richiedere formalmente a Lei, in qualità di responsabile dell’anagrafe, l’istituzione anche in questo Comune della via fittizia, al fine di consentire alle persone senza dimora di ottenere la residenza come prescrive la legge.

Certi di un positivo riscontro porgiamo distinti saluti.

LIBERA. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie

Coordinamento Provinciale di Latina         latina@libera.it

Presidio di Formia                                  info@liberaformia.it

Presidio di Itri                                       itri.libera@gmail.com

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