Formia Servizi, Corte dei Conti non competente: i difensori ricorrono in Cassazione

Formia Servizi, Corte dei Conti non competente: i difensori ricorrono in Cassazione

La Corte dei Conti è competente a indagare e poi giudicare i manager della Formia Servizi, accusati di aver sperperato denaro pubblico e citati a giudizio per risarcire un milione e mezzo di euro al Comune? Secondo i loro difensori no e i giudici contabili hanno bloccato il processo e rimesso la vicenda alle sezioni unite della Corte di Cassazione, per ottenere una risposta all’interrogativo. Visto che già in passato, pronunciandosi sulle società miste e anche su quella di Formia, che gestiva la sosta a pagamento, la Suprema Corte ha sostenuto che non vi è competenza della Corte dei Conti su tali realtà e che se un ente pubblico si sente danneggiato deve fare causa, promuovendo davanti al Tribunale ordinario un’azione di responsabilità contro i presunti autori degli sprechi, appare così quasi certo che la vicenda venga tolta ai giudici contabili e che i cittadini di Formia non vedranno restituire un centesimo. Il Comune ha infatti già deciso di non costituirsi parte civile nel penale e difficilmente farà una causa civile.

La mista è stata dichiarata fallita il 23 settembre 2010 e la Procura di Latina, ipotizzando la bancarotta, ha chiesto 14 rinvii a giudizio,  su cui il 26 novembre si pronuncerà il giudice Guido Marcelli. La Corte dei Conti aveva invece citato a giudizio l’ex AD, Massimo Vernetti, e gli ex componenti del CdA e sindaci, Patrizia Averaimo, Giuseppe Cannavale, Giacomo De Luca, Mario Galasso, Gianluca Giattino, Giuseppe Masiello, attuale assessore all’urbanistica, Alessandro Mauro, Loredana Pugliese, Vincenzo Palmaccio ed Erasmo Scipione. Tentativo vano.

 

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