Fondi, le pulizie al Mof sempre più un rebus

Fondi, le pulizie al Mof sempre più un rebus

Di giallo in giallo, al Mof. E sempre con al centro la (mancata) pulizia dell’area Mercato. Sospesa in autotutela lo scorso 31 ottobre dalla ditta incaricata, la Tecnoservizi Ambroselli, e ad oggi mai ripresa: gli oltre 300mila euro di crediti vantati nei confronti del gigante fondano dell’ortofrutta non sono certo bruscolini. Mesi e mesi di fatture accumulate e non saldate; migliaia di euro anticipati per i costi di gestione; negli ultimi tempi, poi, il mancato rispetto del piano di rientro previsto per risolvere la pesante diatriba economica, che già aveva portato a più riprese a sospendere il servizio.

Troppo, per andare avanti. Portando ancora una volta all’emergenza: da quasi un mese, il Mof rischia di affogare tra i rifiuti. Ed i suoi vertici paiono essere spariti. A dispetto della sospensione ad oltranza delle pulizie, c’è stato “solo un allarmante silenzio”, come spiegato dalla ditta Ambroselli nell’ennesimo carteggio inviato alle autorità.

Silenzio ancora più strano, alla luce delle voci che parlano di un imminente avvicendamento nello svolgimento del (vitale) servizio sospeso. Ovvi, i quesiti della malcapitata ditta. “Perché il Mof non ha rispettato il piano proposto? Perché sempre più spesso si sente parlare di affidamento del servizio ad altra impresa? Chiaramente il presunto nuovo soggetto dovrebbe essere retribuito. E allora perché non pagare l’azienda Ambroselli che svolge la propria prestazione con puntualità e correttezza da circa venti anni?”.

Fin qui, il primo “giallo”. Il secondo? Legato a doppio filo a tutto il resto: per quale motivo l’Asl, a quasi un mese dallo stop delle pulizie, mentre i prodotti alimentari transitano per un Mof che nasconde i rifiuti “sotto il tappetino”, non è ancora intervenuta a piè pari per le verifiche sanitarie di rito? Un apparente mistero.

Se da Latina nessuno si è ancora mosso, presto potrebbe per forza di cose farlo qualcun altro. Per ristabilire la normalità, dietro l’angolo potrebbe difatti esserci un’ordinanza comunale a firma del sindaco, massima autorità locale in campo sanitario. Nel caso, si andrebbe ad affidare la gestione dell’emergenza ad un soggetto qualificato, la stessa Ambroselli o altro.

 

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