Colpi di cannone dalla maggioranza di centrodestra; fuoco di sbarramento del Partito Democratico. Tutto secondo copione nel Consiglio Comunale di questa mattina. L’Atto Aziendale della Asl, arrivato ieri in Municipio, ha scatenato le critiche degli uomini della coalizione di Nicola Procaccini, che hanno puntato il dito soprattutto contro la politica sanitaria del Pd regionale. I democratici locali non hanno potuto negare tutte le criticità, ma l’Atto, nell’insieme, può andare. Ecco, allora, che la maggioranza nel piano vede un sostanziale ridimensionamento dei servizi offerti da Terracina e Fondi, con Terracina che perde il primario di Ortopedia, con il suo Pronto soccorso che diventa unità semplice dipartimentale ( senza primario), la Radiologia dall’incerto destino e la Chirurgia Generale che resta esclusivamente universitaria. Via da Fondi, invece, il primato di Ostetricia.
Al Pd locale, il centrodestra ha quindi chiesto di attaccare le scelte del Pd regionale. Richiesta, ovviamente, irricevibile per i consiglieri comunali democratici, che, al contrario, hanno spiegato come l’atto aziendale rappresenti un passo avanti rispetto al passato. Tradotto, vuol dire che ancora c’è da camminare: il documento, infatti, non dissipa le incertezze sulla operatività h24 del laboratorio analisi, per il quale, riconosce il Pd, c’è solo un impegno orale del direttore generale ad assumere personale a tempo determinato (ma proprio in questi giorni è stato assunto un quinto tecnico).
Se però la maggioranza lamenta la perdita del primario di Ortopedia nel nosocomio terracinese, i democratici replicano che così è venuta meno una rendita di potere e che questo non si ripercuoterà sull’efficienza del servizio. Alla fine, il centrodestra ha chiesto al sindaco di non dare la sua approvazione all’Atto Aziendale, ma ha prima voluto stigmatizzare “il silenzio sulla questione della consigliera regionale di Terracina, Gaia Pernarella”.
Il tutto è durato tre ore. Dopo c’è stato solo il tempo per approvare alcune variazioni bilancio. Il grosso dell’ordine del giorno è stato rinviato alla seduta del prossimo 19 novembre.



