Cori, “Progetto Spazio Affido” nella didattica scolastica

I cittadini di Cori, Comune del distretto dove si registra il maggior numero di affidi familiari, hanno confermato la loro sensibilità al tema. Nonostante il maltempo hanno riempito la sala conferenze del Museo della Città e del Territorio in occasione del tavolo tematico organizzato dall’Assessorato alle Politiche Sociali e dai Servizi Sociali dell’Ente lepino.

*Chiara Cochi*
*Chiara Cochi*

Sono intervenuti l’assessore alle Politiche Sociali Chiara Cochi, Barbara Bononi, testimoni che hanno già esperienza con questo istituto. È stato presentato il Progetto “Spazio Affido, finanziato dalla Regione Lazio, inserito nel Piano Sociale di Zona 2014 del Distretto socio-sanitario LT/1, realizzato nei comuni di Aprilia, Cisterna di Latina, Cori, Rocca Massima e in gestione alle Cooperative sociali Astrolabio e Cotrad.


L’affidamento familiare è un intervento di protezione del minore e di aiuto alla famiglia d’origine tramite l’accoglienza temporanea in una famiglia che ne assicura il mantenimento, l’educazione, l’istruzione e le relazioni affettive in attesa che la famiglia di origine superi le difficoltà e sia nuovamente in grado di accoglierlo. Possono offrire la propria disponibilità: famiglie, coppie, singoli. Non sono previsti limiti di età. In base alle differenti esigenze del minore e alla specifica situazione di disagio della famiglia di origine, l’affidamento può essere a tempo pieno o “residenziale” (il minore vive in maniera continuativa presso la famiglia affidataria per un periodo massimo di 24 mesi) oppure a tempo parziale o “diurno” (il minore trascorre presso la famiglia affidataria il giorno o parte di esso, ma alla sera torna a casa dai suoi genitori).

Spazio Affido punta a promuovere la cultura dell’affido familiare; creare una rete di famiglie per l’accoglienza dei bambini e una rete di collaborazioni con associazioni, parrocchie, istituzioni e liberi professionisti; sensibilizzare il territorio e fare formazione alle famiglie disponibili. Tre le macroazioni che verranno realizzate da un’equipe di esperti (coordinatore, assistente sociale, psicologo, mediatore familiare, educatore). Incontri tematici, creazione e divulgazione di materiale informativo. È la fase in corso, che nel mese di Novembre proseguirà nelle scuole. Nelle classi individuate, e che hanno aderito al progetto, l’affido familiare verrà inserito nella didattica; esse dovranno anche creare uno slogan sull’argomento, nell’ambito di un concorso distrettuale che assegnerà un ipad alla classe vincitrice. I genitori saranno chiamati a partecipare nei dibattiti pomeridiani. Si cercherà di instaurare anche un rapporto con  associazioni e parrocchie.

Il secondo step partirà a Dicembre con la formazione delle famiglie disponibili o sensibili all’affido. Da Gennaio infine la costituzione di gruppi misti (persone interessate all’affido che voglio incontrarne altre che hanno già esperienza nel campo), gruppi di sostegno alle famiglie con un affido in corso, gruppi di mediazione tra famiglie affidatarie e famiglie biologiche, gruppi di parola per i bambini coinvolti nell’affido, gruppi di confidenza per gli adolescenti coinvolti nell’affido.