Basta stoviglie usa e getta, meglio il ‘lunch box’. La proposta della ‘Giovanni Paolo II’ di Terracina

Basta stoviglie usa e getta, meglio il ‘lunch box’. La proposta della ‘Giovanni Paolo II’ di Terracina
Lunch box

Lunch box

Si chiama ‘Rifiuti in mensa zero’ ed è la proposta che i genitori dei piccoli alluni della ‘Giovanni Paolo II’ hanno inviato al Comune di Terracina, in particolare all’assessore Roberta Tintari, come alternativa all’attuale sistema della mensa scolastica. L’obiettivo del progetto è quello di ridurre i piatti e le posate di plastica che ogni giorno finiscono nella spazzatura della scuola.

“La questione è prima di tutto educativa- spiegano gli ideatori del progetto- Mentre a casa le famiglie fanno la raccolta differenziata e a scuola s’insegna il rispetto dell’ambiente, nelle mense scolastiche della città si producono ogni anno tonnellate di rifiuti di plastica che, essendo sporchi di cibo, non vengono riciclati ma gettati direttamente nel sacco”. E allora ecco l’idea alternativa dall’animo ambientalista: abbandonare i piatti usa e getta a favore di un kit infrangibile e lavabile (lunch box) con dentro piatti e posate, fornito gratuitamente dal Comune. Ovviamente un progetto del genere non potrebbe essere inserito da un giorno all’altro nelle scuole di Terracina, ma preceduto da una campagna informativa e di sensibilizzazione che dovrebbe coinvolgere in primis le famiglie degli scolari.

Soltanto dopo si passerà alla fase operativa: quando si reca a mensa, il bambino prenderà il suo lunch box dallo zaino dove il genitore lo ha sistemato adeguatamente pulito. Quindi il kit sarà messo al proprio posto e gli operatori della mensa vi sistemeranno il cibo. A pranzo finito ogni ragazzino chiuderà la scatola e lo sistemerà nello zainetto, pronto per portarlo a casa dove sarà lavato per bene. Ogni giorno così. “Con questo progetto-continuano i genitori- i docenti metteranno in atto comportamento responsabili come previsto dalle indicazioni ministeriali, facendo capire ai bambini qual è nella pratica il valore della conservazione delle risorse naturali attraverso il riuso degli oggetti e la riduzione dei rifiuti. Il lunch box è stato sperimentato già in alcune città, come Vicenza, con ottimi risultati sia nella produzione dei rifiuti che nella riduzione del costo del pasto giornaliero. “Rifiuti che spesso-terminano i genitori della ‘Giovanni Paolo II’- stazionano per giorni nei cortili delle scuole creando situazioni igienico-sanitarie non idonee ai bambini”.

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