Eternit a Mola, ritirata la concessione. Il Comune si difende ma ora può intervenire

Eternit a Mola, ritirata la concessione. Il Comune si difende ma ora può intervenire
*Maria Rita Manzo e Sandro Bartolomeo*

*Maria Rita Manzo e Sandro Bartolomeo*

“Quanto era di sua competenza, il Comune lo ha fatto”. Con queste parole ieri il Comune di Formia, e in particolare il sindaco Sandro Bartolomeo e l’assessore Mariarita Manzo, hanno commentato in una nota, la situazione eternit a Mola. La paura è tornata altissima dopo l’ennesimo decesso per tumore. Eppure le cose non stanno come affermano dal Comune per almeno due motivi.

Anzitutto perché in questi giorni è stata ritirata la concessione demaniale alla società Goldin che gestiva l’ex ristorante Taverna Mola. Uno dei luoghi ricoperti di eternit. E quindi per quella tettoia, già sequestrata dalla Polizia provinciale nel 2009 per il pericolo alla salute pubblica, ora l’unico competente alla rimozione è proprio il Comune di Formia. Che può inoltre contare su una sentenza del tribunale di Latina che dispone la rimozione della tettoia, dopo l’esposto di alcuni residenti. E quindi non tutto è stato fatto, eppure nella nota si legge: “Le procedure sono state avviate oltre un anno fa. I tempi per la chiusura dell’iter sono quelli previsti dalla legge. Ma una cosa è certa: non abbasseremo la guardia. E il discorso vale per tutta la città”.

"L'ex ristorante 'La Taverna di Mola'"

“L’ex ristorante ‘La Taverna di Mola'”

E interviene addirittura l’Ufficio Ambiente che per quanto riguarda proprio l’ex ristorante afferma: “per l’ex ristorante ‘La Taverna di Mola’, l’Ufficio ha acquisito due perizie giurate di parte e controparte che presentano esiti discordi. L’Asl ha quindi disposto l’interessamento dell’Arpa quale Ente ‘terzo’”. Ma l’Arpa Lazio, e qui c’è la seconda inesattezza, si è già dichiarata incompetente dopo la sollecitazione arrivata da alcuni residenti. Per quanto riguarda l’altro punto di raccolta di eternit, un complesso abbandonato al civico 3 di via Torre di Mola l’ufficio prosegue: “per la proprietà abbandonata il 3 ottobre scorso è giunto il parere del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl, dopo che la questione era stata debitamente segnalata dall’Ufficio Ambiente e dall’Assessorato alla Tutela Ambientale. Secondo l’Asl ‘non vi sono situazioni tali che comportino problematiche alla salute dei cittadini’. Ciò nonostante, ‘si chiede di monitorare costantemente i luoghi e di redigere apposita documentazione atta al controllo del sito e si consiglia una valutazione del degrado delle coperture ogni due anni’”.

"La tettoia in eternit dell'ex ristorante la Taverna di Mola"

“La tettoia in eternit dell’ex ristorante la Taverna di Mola”

Insomma, si cerca di tenere alta l’attenzione come concludono sindaco e vicesindaco:  “Il problema dell’eternit – sostengono – è tra i primi punti della nostra agenda politica e non potrebbe essere altrimenti, vista l’incidenza che la presenza di amianto può avere sulla salute dei cittadini. Gli Uffici condividono le procedure con l’Asl nell’ambito del tavolo tecnico che l’Amministrazione ha specificamente costituito per far fronte al fenomeno”. Eppure la preoccupazione è molto alta nell’intero quartiere in virtù dell’elevato numero di decessi per tumore degli ultimi mesi e anni. L’ultimo in ordine di tempo solo qualche giorno fa, vittima un 50enne, malato da tempo di tumore al cervello. Per questo i residenti stanno raccogliendo le firme per chiedere un immediato intervento dell’Asl e del prefetto, oltre che del Comune naturalmente.

You must be logged in to post a comment Login

h24Social