De Meo scrive al manager Caporossi: “Nel nuovo atto aziendale tutelare l’ospedale di Fondi”

De Meo scrive al manager Caporossi: “Nel nuovo atto aziendale tutelare l’ospedale di Fondi”
*Ospedale "San Giovanni di Dio" di Fondi*

*Ospedale “San Giovanni di Dio” di Fondi*

E’ in corso di definizione il piano industriale che precede l’atto aziendale da cui deriveranno le sorti della Sanità pontina e il Sindaco di Fondi Salvatore De Meo, in una nota inviata nei giorni scorsi al Direttore Generale della ASL di Latina Michele Caporossi, auspica che «si tenga debitamente conto del nosocomio fondano, per il quale si devono prevedere interventi di potenziamento tali da consentire la piena operatività dell’area dell’emergenza e del punto nascita rispetto ad una situazione attuale di assoluta difficoltà».

Di fronte a dati incoraggianti, che nonostante le problematiche in atto testimoniano della vitalità del punto nascita di Fondi – con circa 900 ricoveri nel 2013 e un indice di complicazione più basso di tutta la provincia di Latina, come attestano i dati dell’Agenas – Agenzia nazionale per i servizi sanitari – le preoccupazioni nascono dal costante ed immotivato trasferimento di personale medico dall’ospedale di Fondi verso nosocomi di altri Presidi, dal pensionamento di unità mediche cui non ha fatto seguito un corrispondente avvicendamento anche in via provvisoria e straordinaria da altri Presidi pontini e, contestualmente, da un insufficiente provvedimento da parte del Commissario ad acta Nicola Zingaretti di assunzioni in deroga che non ha consentito il mantenimento dei livelli qualitativi, quantitativi e professionali del nostro nosocomio. Tali carenze hanno privato la struttura di Fondi di quelle fondamentali risorse mediche indispensabili per garantire la funzionalità e l’efficienza di reparti che hanno rappresentato per decenni un’eccellenza sanitaria sia in ambito pontino che regionale.

«Il rischio evidente di tali persistenti carenze – scrive De Meo – è che la ridotta attività per numeri e complessità dei reparti, determinata esclusivamente dalla limitatezza degli organici, possa non giustificare il mantenimento di alcuni servizi e che, tra qualche tempo, l’attività complessiva del “San Giovanni di Dio” poterebbe essere giudicata non sufficiente a motivare la sussistenza del nosocomio».

Molti sono i problemi irrisolti che gravano sull’attuale situazione dell’ospedale di Fondi. Oltre alle mancate assunzioni sussiste da tempo un ingiustificato squilibrio di personale nell’ambito del Presidio Centro e non si è mai voluto chiarire il rapporto con l’Università, che avrebbe potuto invece consentire una reale integrazione tra i due nosocomi.

«Pur comprendendo le esigenze di razionalizzazione ed ottimizzazione dettate dal Piano di rientro – recita la nota del Sindaco di Fondi – non si può non rilevare la necessità per il territorio pontino di investimenti che per troppo tempo non sono stati effettuati, determinando un graduale ridimensionamento dei servizi ospedalieri. Il periodo di difficoltà che si sta vivendo non deve condizionare negativamente la pianificazione dell’offerta sanitaria e le peculiarità più volte rappresentate del territorio pontino richiedono necessariamente azioni strutturali tese al potenziamento della rete ospedaliera».

«Così come più volte affermato dal DG Caporossi – afferma oggi De Meo nel rendere pubblica la nota trasmessa alla ASL – la sussistenza del Presidio Centro non sarà messa in discussione. La preoccupazione è che esso non sia funzionale, considerato lo “svuotamento” in atto. E’ chiara la volontà del territorio che il nostro Presidio debba essere oggetto di investimenti e di necessarie integrazioni, mantenendo le specificità dei singoli nosocomi. Nei prossimi giorni prenderò contatto con tutti i Sindaci del Distretto Fondi-Terracina, con i quali ci sono state già diverse occasioni di confronto e si è palesata un’unità d’intenti, manifestata anche in occasione della Conferenza provinciale dei Sindaci alla quale prese parte il DG Caporossi, per tornare ad evidenziare l’importanza di una proposta univoca che tenga conto delle peculiarità dei territori, la quale non potrà non essere tenuta in considerazione nell’elaborazione dell’atto aziendale».

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