Mezzi pubblici poco sicuri, scattano i controlli. L’intervento del Comitato Trasporto Interurbano di Terracina

Mezzi pubblici poco sicuri, scattano i controlli. L’intervento del  Comitato Trasporto Interurbano di Terracina

autobusIn viaggio su mezzi non sempre completamente sicuri, si rischia di restare a piedi se scatta un controllo delle forze dell’ordine. Torna a farsi sentire il Comitato Trasporto Interurbano di Terracina che sperava che le problematiche più volte sollevate venissero definitivamente risolte. Ma adesso torna a scrivere in riferimento a una serie di episodi che avrebbero riguardato il bus della linea Terracina-Pontinia-Latina di recente sottoposto a svariati controlli per verificarne la sicurezza.

“Ci è stato segnalato un episodio di passeggeri del bus proveniente da Terracina-Pontinia (lunedì 13) diretto al capolinea di Latina, fermato all’altezza del M.O.L. di Latina, per un controllo  del numero delle persone trasportate, costrette a scendere e a percorrere, non senza difficoltà e pericolo, oltre 5 chilometri a piedi dalla strada dei Monti Lepini alla stazione dei pullman di Latina”. Come raccontano i membri del Comitato, le forze dell’ordine intervenute avrebbero disposto il fermo immediato del mezzo per motivi di sicurezza. In altri casi le forze dell’ordine hanno accompagnato l’autobus al capolinea, in caso di sovraffollamento, fatto scendere tutti e poi deciso per l’eventuale contravvenzione da comminare.

“Non si comprende, quindi, la scelta di costringere a piedi un gruppo di 50/60 persone, tra cui diverse avanti con l’età, ignorando (?) di generare maggiori rischi all’incolumità delle persone per mancanza di condizioni di sicurezza, dal momento che tale gruppo camminava a bordo di una strada altamente trafficata, dove non esistono, in quel tratto, marciapiedi o zone pedonabili”. Il Comitato Trasporto Interurbano intende anche chiede un incontro con gli enti preposti “per rivedere tutte le situazioni di precarietà esistenti, sia per i viaggiatori che per i lavoratori del trasporto, ad iniziare dalle condizioni di disagio dei poli di trasporto, in particolare del capolinea di Terracina che bisognava completare, oltre che le situazioni di carenza ed insufficienza esistenti”.

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