Sabaudia, amianto killer: Antonio Dal Cin scrive al Comandante generale della Guardia di Finanza

Sabaudia, amianto killer: Antonio Dal Cin scrive al Comandante generale della Guardia di Finanza

eternit solaccianoDa anni, Antonio Dal Cin, finanziere in congedo di Sabaudia porta avanti insieme a centinaia di persone in tutta Italia e all’Ona una battaglia importantissima ovvero quella per ottenere la bonifica nei siti dove è ancora presente amianto. In realtà di battaglie ce ne sono molte in piedi legati ai familiari delle vittime dell’amianto ed a chi, come Antonio, paga sulla propria pelle l’esposizione a certi materiali. A livello nazionale ma anche locale Dal Cin in qualità responsabile del Comitato “Settore esposti e vittime amianto appartenenti alla Guardia di Finanza Ona Onlus, ma sono soprattutto come genitore e cittadino si impegna affinchè le bonifiche vengano effettuate. Come nel caso di alcune lastre di amianto che si trovavano a pochi metri dagli uffici della brigata di Sabaudia, prontamente rimossi dopo segnalazione  “grazie all’intervento del comandante Rosario Di Pinto che ha difeso la salute dei suoi uomini” ha commentato Dal Cin, lavori arrivati per l’interessamento e le disposizioni del comandante provinciale della Guardia di Finanza colonnello Giovanni Reccia concordati con il comando generale della Guardia di Finanza, che come dimostrato si è attivato per la questione amianto . E proprio perché, a livello nazionale passi importanti sono stati fatti all’interno della Guardia di Finanza, Dal Cin ha scritto al Comandante Generale una lettera accorata che riportiamo.

Antonio Dal Cin

Antonio Dal Cin

“Preg.mo Sig. Comandante Generale,sono il Sig. Antonio Dal Cin, nato a Crema il 25.09.1969, e residente in Via Zara n. 10, Sabaudia (LT), e sono un finanziere in congedo per riforma in seguito ad insorgenza di patologia asbesto correlata di origine professionale, avendo prestato servizio per lunghi anni in esposizione a polveri e fibre di amianto, in assenza di strumenti di prevenzione tecnica e di protezione individuale. Ho appreso dagli atti parlamentari, e in modo particolare dalla replica del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ma anche dalla mia quotidiana frequentazione, se non altro per via telematica e telefonica (le mie condizioni di salute non mi permettono altro perché avendo l’asbestosi debbo rimanere quasi tutta la giornata disteso sul letto per evitare tra l’altro che aumenti il ritmo del battito cardiaco, già oltre la soglia, e perché avverto dispnea, e soffocamento), che effettivamente anche grazie all’opera e all’impegno delle Superiori Gerarchie è in atto la bonifica delle caserme dalla presenza di amianto.

Certo molte debbono essere ancora bonificate ma almeno si è iniziato a farlo, in modo costante e deciso e di questo La ringrazio, in modo che quando lascerò questa vita, purtroppo assai presto, per quello che mi dicono i sanitari, almeno potrò dire che la mia morte potrà servire a qualche cosa. La lucida consapevolezza della mia fine, che come dicono i sanitari arriverà per arresto cardiocircolatorio (infatti l’asbestosi ha determinato seri problemi di funzionalità cardiaca, e non a caso l’art. 4 della l. 780/75, per i dipendenti privati sancisce la indennizzabilità anche delle patologie cardiocircolatorie per coloro che sono affetti da asbestosi), e la tragedia legata al fatto che ho tre figli, di cui gli ultimi due in tenera età, Anna di sette anni e Matteo di 17 mesi, che purtroppo rimarranno solo con la madre e cioè con mia moglie che peraltro è affetta da Sclerosi Multipla e Morbo di Basedow, non mi impedisce di mantenere quella saldezza e quella speranza, e anche quella forza che mi ha infuso il servizio, che ho prestato nella Guardia di Finanza per quasi un quarto di secolo.

La imploro dunque di proseguire questa attività di bonifica e di decontaminazione delle Caserme ma Le chiedo pure di non lasciarsi soli, di non lasciare soli i ragazzi che rimarranno orfani per il fatto che non siamo stati avvertiti della presenza del minerale killer e del fatto che bastassero poche fibre per contrarre il tumore. Le dico solo che ho fatto servizio in caserme con presenza di amianto, che sono stato impiegato di servizio in luoghi dove giacevano, perché sequestrati, materiali di amianto, senza alcuna protezione. L’amianto era presente anche nelle camerate. La prego dunque lo faccia per tutti quei miei colleghi che ancora non si sono ammalati e disponga che il Corpo glorioso della Guardia di Finanza disponga qualche mezzo di assistenza per gli orfani, specialmente i minorenni per il tempo successivo alla morte dei loro cari, per via delle patologie asbesto correlate e di altre patologie professionali che abbiamo contratto nello svolgimento del nostro dovere. La ringrazio anticipatamente per l’attenzione che mi Vorrà dare, anche nel caso in cui ritenesse di non dover accogliere questa supplica, valga comunque con il segno della mia stima personale di tutti gli altri Colleghi malati di patologie asbesto correlate e dei familiari di quelli che sono deceduti, l’augurio di un buon lavoro.

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