In piazza per diritto allo studio, diversa idea di scuola e contro jobs act

In piazza per diritto allo studio, diversa idea di scuola e contro jobs act

10632874_730641983651432_2678551708957811915_nOggi, come Rete degli Studenti del Lazio, siamo nelle piazze di tutta la regione -con cortei a Roma, Latina, Frosinone, Viterbo e Sora- per proporre al governo e al Paese la nostra idea di scuola e rivendicare politiche e investimenti per il diritto allo studio, il grande assente delle 136 pagine del “piano scuola”.

Per costruire la “buona scuola” bisogna partire dall’accesso ai saperi per tutte e tutti quindi dagli investimenti in diritto allo studio. Nel nostro Paese la crisi, che continua a mordere, è uno dei principali motivi per cui migliaia di studenti ogni anno abbandonano gli studi. La buona scuola non deve lasciare indietro nessuno. Serve un grande piano di investimenti per il diritto allo studio e bisogna fermare una volta per tutte l’idea dell’ingresso dei privati nella scuola pubblica.

Stamattina abbiamo portato uno striscione davanti al Colosseo che riporta lo slogan della mobilitazione di oggi: “la grande bellezza”. Perché la grande bellezza di questo Paese siamo gli studenti, le scuole e le università, i giovani, gli spazi pubblici, la cultura e per uscire dalla crisi bisogna partire da qui.

Ad agosto la disoccupazione giovanile ha toccato la cifra record del 44,2%. Il governo Renzi sta cambiando di nuovo le regole del mercato del lavoro, dopo la riforma Fornero del 2012. Nonostante la sbandierata lotta alla precarietà non si interviene per l’eliminazione delle 46 forme contrattuali che rendono precaria la vita di milioni di lavoratrici e lavoratori, anzi introduce i contratti a termine per tre anni senza causale. Riteniamo che per contrastare la disoccupazione servano investimenti pubblici e privati per creare nuovo lavoro. Per combattere la precarietà, invece, serva l’estensione dei diritti dello Statuto dei lavoratori a tutti e un sistema di welfare universale. Per questo oggi scendiamo in piazza anche per dire no al Jobs Act e saremo a fianco della CGIL nella manifestazione per il lavoro del 25 ottobre prossimo.

Oggi più di 500 studenti sono scesi in piazza al corteo organizzato dalla sezione locale del Fronte  della Gioventù Comunista, al grido “CONTRO LA SCUOLA DI CLASSE”, in protesta contro la riforma annunciata dal Governo Renzi e dal Ministro Giannini. Bandiere rosse e cori urlati dai manifestanti animavano il corteo, aperto dallo slogan “CONTRO LA SCUOLA DI CLASSE” riportato sullo striscione.

«La riforma proposta dal governo chiude un ciclo aperto in questi venti anni con le stesse parole d’ordine e gli stessi obiettivi che i governi di centro-destra con le riforme Moratti e Gelmini hanno perseguito.» – così ha commentato Alessandra Q., responsabile locale del FGC – «L’evidente accentuazione dell’ingresso dei privati nella forma del capitale privato e dell’inserimento delle aziende nei programmi formativi, in particolare per l’alternanza scuola-lavoro, costituisce di fatto una scuola a misura del profitto privato in tutto e per tutto. Inaccettabile la logica che si cela dietro l’idea dei finanziamenti differenziati alle scuole: dopo anni di tagli scellerati ai fondi ministeriali, si sceglie di mettere in competizione le scuole per accaparrarsi le poche briciole rimaste, in una logica di premialità per le scuole “migliori” che in realtà punisce le scuole “di serie B” e premierà decine di scuole paritarie, anch’esse incluse nelle valutazioni nazionali.»2014-10-10 09.59.45

Una vera e propria scuola-azienda, secondo la lettura del “Fronte”, anche per i poteri garantiti ai Dirigenti Scolastici che faranno terminare ogni residuo di collegialità nelle scuole. «Del tutto mancante un vero piano sul diritto allo studio in un sistema che lascia sempre più studenti senza diploma. Ogni anno più del 20% degli studenti italiani abbandonano la scuola e moltissimi scelgono dove studiare in base alla loro possibilità economica. Il governo Renzi non fa nulla di nuovo e positivo per la scuola italiana: mentre si spende una miseria per il diritto allo studio, anche quest’anno saranno regalati 480 milioni di euro alle scuole private e si spenderanno ben 9 miliardi per l’acquisto degli F-35. Non una parola sui contributi studenteschi, la maggiore vergogna del nostro sistema d’istruzione che costringe le famiglie a pagare una tassa mascherata per mandare i figli a scuola, né sui trasporti mentre gli enti locali continuano a tagliare agevolazioni per gli studenti, a causa dei tagli e dei vincoli imposti dal patto di stabilità. »
«Per queste ragioni oggi abbiamo portato gli studenti in piazza» – ha concluso Alessandra – «rivendichiamo una scuola realmente gratuita ed accessibile a tutti indipendentemente dal reddito, contro la scuola di classe proposta dal governo Renzi. Contro questa riforma e per lottare per una vera scuola pubblica la lotta proseguirà in questi mesi. Ogni scuola sarà una barricata. »

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