Sonnino, assolti dopo 12 anni per il furto di un generatore e una pala meccanica

Sono trascorsi dodici anni dalla scoperta, nel piazzale dell’azienda di Franco Antonbenedetti, a Sonnino, di un generatore elettrico e una pala meccanica rubati. E per tutto questo tempo su Antonbenedetti e sull’imprenditore Luciano Iannotta, ex vicesindaco del piccolo centro, sono rimaste le accuse di riciclaggio e, per il primo, anche di ricettazione. Un incubo che per i due è finito questa mattina davanti al Tribunale di Latina, con una sentenza di assoluzione.

I carabinieri verificarono che il generatore risultava rubato a Signa, in provincia di Firenze, e che la pala meccanica, di proprietà di Iannotta, dopo vari passaggi tra aziende campane, era stata acquistata dall’imprenditore e il telaio risultava modificato. Tanto durante le indagini quanto nel corso delle udienze, i due imprenditori edili di Sonnino hanno sempre rivendicato la loro innocenza, specificando che avevano acquistato sia il generatore che la pala, ignorando che potessero essere di provenienza furtiva. Il generatore era stato acquistato dalla moglie di Antongiovanni e il mezzo meccanico dal padre di Iannotta. Tutto con regolare fattura, come provato dai difensori degli imputati, gli avvocati Silvia Siciliano e Renato Archidiacono.


Concluso il processo, il pm Marco Giancristofaro ha però chiesto condanne a quattro anni e mezzo di reclusione, per il riciclaggio, e il non luogo a procedere, per intervenuta prescrizione, sulla ricettazione. Il Tribunale, presieduto dal giudice Pierfrancesco De Angelis, ha invece assolto gli imputati.