Minturno, il progetto di pista ciclabile del Cosmos e di 3.300 firmatari approda in Consiglio comunale

Pista ciclabile sul lungomare di Scauri e Marina di Minturno. Il Consiglio comunale si pronuncerà venerdì 26 settembre con delibera sul progetto protocollato con proposta di delibera il 28 aprile scorso da il Cosmos. Un’istanza avallata da ben 3.300 firme. E con l’occasione abbiamo sottoposto ad alcuni componenti del comitato una serie di domande. A rispondere sono Giovanni, Elena, Luca, Monica, Laura, Pasquale, Guido.

–          Il progetto come è nato?


Il nostro progetto nasce da vari ordini di motivi, in primis, la consapevolezza che nel nostro territorio molte cose possono essere fatte utilizzando, come mezzo di trasporto, la bicicletta, limitando così l’uso dell’automobile alle occasioni in cui è necessario, con evidente ritorno per la salute e l’ambiente, ma anche per la ‘tasca’. E qui parte una serie di considerazioni che abbracciano altri aspetti, fino a comprendere il bene collettivo a 360°. Ad esempio, la ricaduta positiva sul commercio locale, in quanto chi risparmia su benzina e manutenzione dell’auto si ritrova più denaro a disposizione, e, muovendosi localmente, tende a servirsi maggiormente degli esercizi commerciali della propria città, piuttosto che andar fuori. C’ è poi la questione del turismo – e del cicloturismo, nello specifico: un territorio in cui la fruizione in bici sia tutelata e quindi favorita, è più appetibile per questa nuova e crescente forma di turismo, che, per sua natura, privilegia i piccoli centri o le realtà rurali: è l’unico settore che ha notevolmente incrementato il fatturato (con il suo indotto anche) in questi tempi di crisi. L’ampliamento dell’offerta al cicloturismo, per il nostro territorio, sarebbe un volano per la una ricettività turistica che superi finalmente la limitazione ai due mesi estivi, considerati quasi esclusivamente il periodo esclusivo in cui è possibile lavorare in questo settore. Si è partiti con le prime due pedalate, 1° settembre e 17 ottobre 2013, ma già alla seconda il numero dei partecipanti è triplicato. Va inoltre detto che il numero di bici che circolano è aumentato sensibilmente, già prima delle nostre iniziative, e questo pone la questione ciclabilità in primo piano, anche e soprattutto per la sicurezza della cosiddetta utenza debole. Un’adeguata politica della mobilità che ne abbia riguardo non può che incentivare l’uso di mezzi alternativi come la bicicletta, portandosi dietro tutti i vantaggi che ne conseguono. Di fatto, svantaggi non ce ne sono, se non la scarsa attenzione delle amministrazioni (non tutte) locali in riferimento all’argomento. Ecco come nasce la proposta: da esigenze pratiche e da una visione prospettica, che può anche interessare il territorio da subito con i propri vantaggi.

cosmos1–          la proposta di ciclabilità del lungomare è supportata da uno studio di fattibilità? Di chi?

Certo: lo studio di fattibilità nasce in primo luogo dalla conoscenza del territorio, delle abitudini buone e da quelle sbagliate della popolazione, della viabilità. All’intenzione ‘platonica’ –per così dire – deve poi seguire la traduzione in pratica, cui è di supporto la rilevazione delle caratteristiche tecniche delle zone interessate e il corpus normativo di riferimento, in questo caso il Codice della Strada, leggi e regolamenti collegati, ma anche le regole dell’urbanistica relative alla sede stradale e ai parcheggi, le indicazioni della CE, le esperienze di altre realtà italiane e degli altri paesi europei. Un vero e proprio studio approfondito su tutto ciò che c’è da sapere per presentare un progetto, che qui include anche una progettualità più generale, a livello di pianificazione territoriale.

Quindi, ci siamo attrezzati, studiando tantissimo: ognuno di noi ha competenze diverse ed ha messo nel progetto le proprie idee e/o soluzioni, poi confrontate con tutto ciò di cui parlavamo prima… è…un progetto dei cittadini…per i cittadini, come recitava lo slogan della raccolta firme.

cosmos2–          La gente sta giorno per giorno aderendo sempre più numerosa alla vostra iniziativa. Cosa significa secondo voi? Condivisione di intenti? Desiderio di muovere le acque? Voglia di aggregazione?

Credo ti riferisca alla Critical Mass Scauri, la pedalata collettiva: sì, crediamo che siano molteplici i motivi, più o meno tutti quelli che hai nominato. Anche un modo nuovo di vivere il territorio e le sue bellezze, purtoppo pochissimo valorizzate… vivono di una rendita che prima o poi si esaurirà, se non facciamo tutti qualcosa.

–          Il rispetto dell’ambiente e l’educazione al rispetto dell’ambiente quanto fanno parte di questo progetto?

Moltissimo. Moltissime città europee e non si sono date la scadenza del 2020 per ridurre dell’80% le emissioni inquinanti: l’informazione sull’ambiente e la salute, la cultura di una mobilità ‘dolce’ aiutano nel raggiungere l’obiettivo; serve una informazione che parta dalle scuole, dai più piccoli, ed una mobilitazione di massa per un cambiamento di abitudini che altrimenti ci porteranno alla rovina, non soltanto finanziaria, ma ambientale. Se l’umanità vuole sopravvivere e se vuole vivere meglio, deve capire quanto ci è necessario e quanto è superfluo se non dannoso. E, cominciare ognuno nel suo piccolo, con se stesso, i propri familiari ed amici, le proprie conoscenze, è il passo fondamentale per costruire una rete ‘virtuosa’ in tal senso… dobbiamo sbrigarci.

cosmos3–          Lo spirito di gruppo quanto ha inciso sulla “forza” utile a perseguire un obiettivo tanto articolato e anche difficile?

È importantissimo: alcuni tra noi sono anche amici di lunga data, o comunque lo sono diventati nel corso di questo impegno comune. Ma la cosa importante è che poi ci si confronti comunque, senza però perdere di vista l’obiettivo: insomma, ad un certo punto bisogna essere pratici e saper prendere decisioni, anche in tempi stretti, per organizzarsi…ci vuole pianificazione, ma anche creatività… be’, ci vorrebbero queste due cose anche nell’amministrare un territorio!

–          Le istituzioni sono venute a toccare con mano lo spirito che anima l’iniziativa? O si sono fermati ai documenti?

In un paio di occasioni abbiamo annoverato tra i partecipanti un paio di consiglieri comunali. Avremmo avuto piacere che altri fossero venuti a pedalare, tra i rappresentanti dell’amministrazione, da semplici cittadini: siamo sempre stati inclusivi e propositivi, mai fermi su posizioni di intransigenza. L’unica cosa su cui non si transige è la strumentalizzazione: sappiamo chi siamo e cosa facciamo, ci rivolgiamo a tutti i cittadini, di ogni estrazione sociale e di diversa idea politica, tentando di veicolare il messaggio del bene collettivo, che, per sua definizione, è un interesse di tutti. E’ proprio questo che speriamo venga colto dagli amministratori: lo spirito della proposta, fondata sul bene comune. Tra l’altro alcuni degli esponenti della maggioranza hanno avuto parole di elogio per il progetto, definito ‘lodevole e ben fatto’(Bembo), e dichiarando pubblicamente che ‘al Comune di Minturno il progetto interessa’ (assessore alla Viabilità Saltarelli), e che ‘un sistema di infrastrutture ciclabili è il primo passo per un paese più civile’ (assessore all’Ambiente Salvatore), e anche altro: vediamo ora i fatti. A giorni ci sarà la delibera sul progetto.

cosmos4–         Eventualmente l’obiettivo venisse centrato cosa ha in mente di programmare il Cosmos nel prossimo futuro vista l’innegabile energia di cui è dotato?

La questione della mobilità sostenibile non si esaurisce con percorsi ciclabili o similari: va incentivato il trasporto pubblico, va reso efficiente e capillare sul territorio, sia per la popolazione locale che per i turisti, vanno raggiunti i punti di interesse storico e culturale, le zone finora dimenticate del territorio… tanto c’è da fare. C’è da pianificare una informazione turistica che finalmente abbracci l’offerta complessiva del nostro territorio, incluse le zone di interesse in comuni limitrofi, per le quali il nostro ambito territoriale, con le sue strutture ricettive ed i suoi servizi, potrebbe essere il centro-base per gli spostamenti, c’è da fare educazione alla mobilità sostenibile e anche ‘advising’ sul nuovo assetto territoriale, con una campagna ‘pubblicitaria’ che accanto a ciò che già abbiamo, ponga l’accento sull’aspetto ‘bike-friendly’, per attirare questa nuova ed impaziente schiera di cicloturisti, i quali altrimenti ci bypasseranno per privilegiare zone in cui sono i benvenuti. C’è tanto da fare, e noi abbiamo anche incluso nell’offerta gratuita da fornire all’amministrazione il nostro supporto, anche di design grafico per nuovo e migliore materiale informativo-turistico: abbiamo energie, sì, ma derivano dall’amore per questo nostro territorio che, come dicono molti visitatori ‘è il tesoro sul quale siamo seduti’. O forse troppo spesso, addormentati.