Polveriera attorno Al Karama: nasce il fronte contro Forza Nuova, appello al Prefetto

Partito della Rifondazione Comunista, Anpi, Cgil, Comunisti Italiani, Sinistra Ecologia e Libertà. Ed ancora Legambiente, Libera, Partito Democratico, Azione civile, Aifo, Usb, Forum pontino dei diritti e dei beni comuni.

Una sequela di nomi e sigle in rappresentanza di coordinamenti cittadini e provinciali associatisi per fare fronte comune contro Forza Nuova, appellandosi ufficialmente al prefetto Antonio D’Acunto ed arrivando a tirare in ballo la Corte europea dei Diritti umani. Il motivo? Difendere Al Karama dalle proposte di sgombero avanzate a più riprese dal partito dell’ultradestra, scansando lo spauracchio di paventati rigurgiti razzisti e manifestazioni d’intolleranza.


Questione annosa e sempre più scottante, quella del campo rom di Borgo Bainsizza. “Una piaga nel tessuto sociale di Latina”, per i forzanovisti, convinti sostenitori, vista la mancata integrazione degli stranieri ospitati, di una soluzione definitiva per far fronte alle illegalità collegate alla struttura: “Lo sgombero immediato. Il buonismo va messo da parte, e dal momento che gli occupanti di Al Karama sono comunitari, bisogna eseguire ciò che la Corte Europea prevede in questi casi, e cioè lo sgombero immediato per ragioni di ordine pubblico. Gli occupanti devono essere rimpatriati e presi in custodia dai paesi di provenienza: ognuno si occupi dei propri cittadini”. Affermazioni in seguito a cui, dietro spinta dei residenti e dopo ripetute petizioni, il coordinamento latinense di Forza Nuova ha organizzato per il pomeriggio di sabato un corteo di sensibilizzazione a Borgo Bainsizza.

*Il prefetto di Latina Antonio D'Acunto*
*Il prefetto di Latina Antonio D’Acunto*

Corteo contro cui, come accennato in apertura, si sono ufficialmente scagliati partiti ed associazioni dell’area di centrosinistra: per loro, in sostanza, l’unico intento di Forza Nuova è quello di rinfocolare un clima esasperato, spingendo addirittura ad atti illegali contro la comunità di Al Karama. Una questione di diritti umani tout court, per le realtà intervenute a difesa del campo rom.

Che nella mattinata di venerdì hanno scritto in prefettura con la speranza di un intervento ‘dall’alto’, bollando quella organizzata dai forzanovisti come una “manifestazione di carattere puramente ideologico, che potrebbe alimentare tensioni, e a nostro avviso, creare un clima fautore di disordini, mettendo a rischio lo stesso ordine pubblico”. Di più. “Valendo il principio della impossibilità di allontanamenti collettivi, l’intento dei promotori, potrebbe configurarsi come un incitamento a commettere un illecito, sanzionabile dalla Corte Europea dei Diritti Umani”.

Timori a cui segue la richiesta di interventi di ben più largo respiro. “Ci appelliamo a Lei affinché solleciti l’amministrazione comunale e tutti gli enti competenti a risolvere le situazioni di degrado con particolare riferimento alle condizioni igienico sanitarie del campo”, si legge nella comunicazione inviata al prefetto D’Acunto. “Solo compiendo qualunque passo, verso l’inclusione, sociale e lavorativa per gli adulti e scolastica per i bambini ed i ragazzi, ottemperando per altro alla Convenzione internazionale Onu, per i Diritti del Fanciullo, che l’Italia è stato uno dei primi Paesi a ratificare, si arginano le situazioni di reale disagio che mettono a rischio la tenuta sociale tra gli ospiti del campo e i residenti delle zone limitrofe. Fermo restando che va perseguito chiunque commetta reati, abbiamo il dovere, proprio per rispondere al nostro senso di legalità, di impedire che per colpa di pochi, si colpisca una intera comunità! Sono proprio queste le ‘lacune’ che vanno, al più presto colmate, per impedire che si generino razzismo ed intolleranza”.

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