Cittadini debitori del Comune di Minturno di 180mila euro di Imposta comunale sugli immobili

comune di minturnoL’amministrazione comunale di Minturno è creditrice nei confronti dei contribuenti di ben 179.272,00 euro per l’Imposta comunale sugli immobili, l’Ici, “liquidata e accertata e non versata”.

Un credito per il quale con determina numero 54 il responsabile del settore Finanziario comunale il 2 settembre scorso ha proceduto all’approvazione del “ruolo per la riscossione coattiva dell’Ici dandone incarico all’Equitalia servizi ex Consorzio nazionale dei concessionari”. Ed Equitalia restituisce integralmente agli enti creditori gli importi riscossi, compresi interessi e sanzioni previste dalla legge, trattenendo invece il rimborso delle spese di notifica, pari a 5,88 euro, e l’aggio, ovvero la percentuale sulle somme effettivamente riscosse, fissato dalla legge al 9% a titolo di remunerazione onnicomprensiva per il servizio svolto. Insomma diciamo che, nel pieno rispetto della legge, la società di riscossione incassa un buon profitto e sempre a discapito delle tasche dei contribuenti e degli enti che lo hanno investito del ruolo di agente di riscossione.


Eppure esiste ed è tutt’ora in vigore un regio decreto, il numero 369 del 1910 che prevede per la riscossione dei tributi che siano direttamente i Comuni o anche le Province e qualsiasi istituzione pubblica a riscuotere direttamente dagli utenti le tasse delle quali risulta essere creditore. Per legge l’articolo 2 del decreto regio in questione, prevede che “il procedimento di coazione inizi con l’ingiunzione, ossia con l’ordine emesso dall’ufficio del competente ente creditore, di pagare entro trenta giorni, sotto pena di azione esecutiva”.

Nessuna tutela è tolta anche al debitore il quale può “entro trenta giorni dalla notifica dell’ingiunzione, produrre ricorso o opposizione davanti al giudice di pace o il tribunale a seconda del valore e della competenza territoriale”. Il procedimento resta esattamente lo stesso salvo che a compierlo è il diretto interessato usufruendo di mezzi propri e quindi con meno carichi economici. Seppure sicuramente la disposizione comporta un aggravio di impegni amministrativi per l’ente locale e per gli uffici comunali preposti a svolgere tali attività, ma contemporaneamente comporta uno sgravio di spesa per i contribuenti e per l’ente locale stesso.

Qualora il Comune di Minturno come qualsiasi istituzione pubblica decidesse di usufruire della disposizione normativa che risale ormai ad oltre un secolo fa andrebbe a far risparmiare alle tasche dei cittadini decine di migliaia di euro.