Itri, in fase di riattivazione l’orologio del Santuario della Civita

Orologio-civitaA fare compagnia ai quattro passionisti, i padri Cherubino De Feo, Francesco Vaccelli, Antonio Rungi e Emiddio Petringa che custodiscono e svolgono il loro ministero stabilmente al Santuario della Civita, da oggi, è il suono dell’orologio che in fase di riattivazione e di sistemazione. Nel quadro dei lavoro di miglioramento delle strutture e delle infrastrutture alla Civita che si stanno portando a termine negli anni e soprattutto in questo ultimo periodo, c’è anche il lavoro di sistemazione della torretta e dell’orologio che ne caratterizza e ne identifica l’esistenza. Da questa mattina, su disposizione della Curia Vescovile e della ditta che ha eseguito i lavori dell’ascensore, è in attività un anziano, ma esperto, maestro orologiaio di Fondi, il signor Vicenzo, 92 anni, un vero mago nel campo della meccanica per il funzionamento degli ingranaggi come orologi antichi e con una loro storia. L’orologio del Santuario della Civita era da anni che non ritmava il tempo e non faceva sentire i suoi rintocchi. Ora si accinge a farlo nel modo migliore e con il suo suono tipico. I quarti d’ora, le mezz’ora, i tre quarti d’ora e l’ora piena saranno indicati 24 su 24 con i tocchi delle campane dell’orologio che una volta aveva altri congegni ed oggi bisogna adeguarsi alle tecnologie moderne.

Cosicché i passionisti che sono già al Santuario, i pellegrini e i fedeli che giungeranno alla Civita potranno ascoltare con particolare gioia il suono dell’orologio della torre campanaria, realizzata proprio a tale scopo. Mastro Vincenzo, di origini marchigiane, trapiantato a Fondi da una vita, conosce tutti i segreti della meccanica degli orologi e in pochi giorni rimetterà in sesto tutto l’apparato che faceva funzionare il segnalatore del tempo, che a volte è indispensabile per sapere il momento della giornata, anche in un luogo di solitudine, soprattutto d’autunno e d’inverno, ove anche il suono di un orologio ti dona il senso della vita che scorre, ma anche la gioie delle ore e dei giorni che scorrono veloci o lente a seconda della condizione e dello stato psicologico e spirituale della gente. L’anziano maestro condividerà in questi giorni di lavoro volontario e gratuito, per vera passione artigianale, la vita e gli orari dei frati, attuando, da laico, anche lui il motto benedettino di “Ora et labora”, di preghiera e lavoro.