Lago di Sabaudia, Schintu difende Giuliani e rilancia: “il caso va discusso”

lago sabaudiaQuando si parla del lago di Sabaudia i colpi di scena non mancano mai. La storia è vecchia ma i risvolti che si sono susseguiti nelle ultime settimane sono un precedente. Lo sa bene il capogruppo di Moderati per Sabaudia, Salvatore Schintu che già da sindaco aveva portato avanti una battaglia per il lago pubblico. Proprio durante la giunta Schintu erano sorti diversi interrogativi che avevano portato alcuni consiglieri a scrivere anche ad un noto quotidiano che si occupa di economia per chiedere se la superficie del lago produttiva potesse essere equiparata a campo agricolo e quindi soggetta, all’epoca al pagamento dell’Imu. Vicenda questa si cui pare non ci sia più traccia negli uffici comunali e che comunque era stata ripresa circa due anni fa dal movimento cittadino Sabaudia Futura che aveva posto altri interrogativi sul lago, sempre in termini di competenze tra pubblico e privato.

Dopo le segnalazioni del consigliere Giuliani a cui sono arrivate, puntuali, repliche e precisazioni da parte dell’avvocato Bazuro in rappresentanza della comunione eredi Scalfati, interviene anche Schintu che calma le acque, si fa per dire, nel senso che mette ordine rispetto la sequenza dei fatti. Di cose da capire, secondo il consigliere di opposizione ce ne sono molte. Partendo da un’analisi politica della situazione, Schintu nota due cose: da un lato il tavolo tecnico sul lago è stato convocato senza i capigruppo consiliari. Un’altra vicenda aperta e chiusa tra le mura del comune.Poi c’è un altro dato. Mentre nella replica di Bazuro si sottolinea come il percorso intrapreso con il sindaco per risolvere il problema lago sia all’insegna della collaborazione della cordialità, nessuno dalla maggioranza ha appoggiato la linea di Giuliani, almeno non a viso aperto. Lo fanno dall’opposizione però, lo fa Schintu. Che i silenzi nei confronti di Giuliani siano dettati più da scelte politiche che dal caso lago in sè? Chissà. 


Il consigliere Salvatore Schintu
Il consigliere
Salvatore Schintu

Comunque la nota di Schintu riapre una voragine, una querelle sepolta che potrebbe finire presto anche in consiglio. “In questi giorni – fa sapere il capogruppo di Moderati per Sabaudia –  ritmicamente come il passare delle stagioni, con il raffreddarsi della acque superficiali, i moti convettivi dei fluidi hanno fatto risalire dal fondo del lago di Paola fino in superficie acqua priva di ossigeno e gas prodotti dalla fermentazione del materiale biologico presente sul fondo, determinando l’ennesima e non ultima moria di pesci, ammorbando l’aria delle zone prossime al Lago”.

Dopo una breve spiegazione del fenomeno che provoca anossia e quindi la successiva moria di pesci, si comincia con l’analisi della situazione. “Il consigliere – continua Schintu –  di maggioranza Piero Giuliani ha sollevato in questi giorni delle domande tra cui, non irrilevante, quella su cui debbano gravare i costi per l’ossigenazione del Lago: sulla proprietà o sui cittadini di Sabaudia? Il Sindaco ha risposto con la convocazione di un tavolo tecnico con un ordine del giorno ampio. La Comunità degli eredi Scalfati ha risposto a tutto ciò con ampie rassicurazioni, con una durissima ( ed inutile ) polemica contro il consigliere Giuliani. La prima considerazione da fare e’ la seguente: su questi temi la politica dovrebbe essere unita. Pertanto e’ con rammarico che sottolineiamo il fatto che il Sindaco di Sabaudia non ha ritenuto di comunicare ufficialmente i risultati del tavolo tecnico, né di diffondere ai capogruppo il verbale della riunione. Avrebbe potuto e dovuto convocare una Commissione Ambiente e Patrimonio per comunicare gli esiti dell’incontro. Avrebbe potuto promuovere un incontro con i membri della Conferenza dei Capogruppo. Niente di tutto ciò e’ avvenuto”.

Secondo Schintu ci sarebbe stato quindi una sorta di comportamento omissivo da parte del sindaco. Nessun passaggio nella competente commissionemoria pesci lago sabaudia, nessuna convocazione dei capigruppo, la moria dei pesci resta insomma un problema per pochi. “Sappiamo solo – continua il consigliere di opposizione – dalle dichiarazioni degli eredi Scalfati che tra questi ed il Sindaco c’è una intesa cordiale. Fin qui nulla di male. Ma sono state dette molte inesattezze. Facciamo un po’ d’ordine”

Ed è sulle inesattezze, rispetto ad onori ed oneri che Schintu tira giù un elenco ripercorrendo quello che è accaduto negli ultimi anni. “1) Sulla proprietà, nessun problema.  si legge –  La Cassazione si è espressa inequivocabilmente. Il Lago di Paola, da quando lo stato lo ha venduto con gli altri beni ecclesiastici, e’ privato. Ma il privato deve mantenerlo e deve provvedere a tutti gli obblighi conseguenti. Non vi e’ solo la pompa di Caterattino per salvaguardare l’ossigeno nel Lago. Esistono altre possibilità come l’immissione di acque dolci o il mantenimento di un giusto equilibrio tra gli allevamenti ( ittici, mitilcoltura ) e le reali disponibilità di ossigeno. Comunque, così come il Comune di Sabaudia e’ stato riconosciuto responsabile per l’inquinamento, la proprietà dovrà aver cura che le acque del lago, anche se con bassa carica batterica, non compromettano la qualità delle acque litoranee, in particolar modo trasparenza e colore.

2) Tema diverso e’ quello della demanialità del Lago. Il Lago di Paola e’ stato inserito dalla Giunta Storace nell’elenco delle acque pubbliche. Su tale tema si è espresso il consiglio comunale di Sabaudia nel 2006 e non mi risulta che la relativa delibera sia stata cancellata dalla magistratura amministrativa. Inoltre, la Cassazione Penale si è espressa incidentalmente affermando il principio che in virtù dei lavori eseguiti per favorire il collegamento lago mare per la navigazione da diporto, de facto il canale romano ed il lago sarebbero divenuti di interesse pubblico, demaniali. Tale sentenza non ha effetti pratici se non di principio; comunque si aprirebbe la strada ad altri problemi e come e’ noto Stato o Regione Lazio non hanno previsto risorse per un eventuale risarcimento del privato. Concludendo, non credendo a tavoli tecnici che, nell’intelligente intenzione di chi li ha preparati, hanno solo spostato l’attenzione dall’emergenza ambientale lasciando intravedere fantomatiche vie d’uscita, invitiamo tutti alla ragionevolezza. L’annuncio e la riunione mediaticamente hanno sortito brillanti risultati, praticamente nessuno.

E’ necessario usare moderazione e l’unita’ della politica locale. Pertanto, dobbiamo scindere il problema dei toni dalla sostanza delle affermazioni del consigliere Giuliani, cui va riconosciuto il merito di essere stato l’unico ad affrontare l’interesse pubblico su un tema controverso e delicato. Il problema e’ reale. Il Lago, così stando le cose e’ privato. I costi della manutene non possono essere che privati, così come i frutti della sua conduzione sono privati. Di più: per rimuovere i pesci morti, serve proprio un’ordinanza sindacale? Ci aspetteremo una maggiore attenzione e programmazione. La moria avviene tra agosto e settembre quando c’è l’inversione termica nelle acque del Lago. E’ storia ultra decennale. Quindi, non rimane altro che attendere le risposte concrete alle aspettative di una città che di Lago potrebbe vivere, mentre nei fatti, dal risarcimento miliardario ( in lire ) alle periodiche morie di pesci, dal Lago trae solo problemi, danni d’immagine, costi”.