Entro gennaio la risonanza magnetica all’ospedale Dono Svizzero di Formia

*Sergio Parrocchia (a sinistra) e Alfredo Cordoni*
*Sergio Parrocchia (a sinistra) e Alfredo Cordoni*

Al massimo entro l’inizio di gennaio all’ospedale Dono Svizzero di Formia entrerà in funzione, da tempo attesa, una nuova macchina per le risonanza magnetica. Ad annunciarlo Alfredo Cordoni, direttore sanitario aziendale, e Sergio Parrocchia, direttore sanitario della Asl di Latina, ieri mattina in visita al presidio sud dove hanno incontrato tecnici e ingegneri per definire l’allocazione della strumentazione medica.

“E’ una strumentazione particolarmente performante – spiega Cordoni -, già richiesta dalla precedente amministrazione ma c’è bisogno di alcuni lavori strutturali per isolarla dall’ambiente esterno”.


*L'ospedale Dono Svizzero*
*L’ospedale Dono Svizzero*

La visita è però stata anche l’occasione di verificare alcune situazioni di precarietà segnalate in una lettera aperta al manager Caporossi dal consigliere regionale Simeone. “Contrariamente a quanto riportato – chiarisce Parrocchia – non abbiamo riscontrato situazioni di abbandono se non delle macchie a terra, per lo più di vecchia data, che abbiamo proceduto a far rimuovere per la gran parte. In casi di forte afflusso come è il caso dell’ospedale di Formia durante il periodo estivo purtroppo, nonostante i programmati interventi di pulizia, non si riesce a fare completamente fronte alle situazioni ma a ogni modo, possiamo anticiparlo, l’azienda riattiverà a breve la valutazione sulla qualità percepita da parte degli utenti che riteniamo potrà migliorare ancora lo stato dei presidi della provincia. Inoltre – aggiunge – metteremo in atto tutte quelle procedure di controllo sui servizi appaltati cercando di uniformarli nelle prestazioni per renderli maggiormente efficaci”.

La vera novità però, appare un’altra, ed è relativa alla perdurante carenza di organico, quasi strutturale, negli ospedali provinciali: “Stiamo attuando una nuova politica che se otterrà i frutti che ci aspettiamo – sottolinea Cordoni – ci permetterà nuove assunzioni a partire dal prossimo anno. Da questo punto di vista siamo ottimisti anche considerato che fino a un mese fa non riuscivamo nemmeno a sostituire le dipendenti in maternità. Purtroppo – prosegue – la coperta è sempre corta ma con l’obiettivo quanto meno di mantenere l’equilibrio possiamo dire che siamo a buon punto”.

Il tutto nell’ottica, scongiurata la chiusura del San Giovanni di Dio di Fondi, “di fare in modo che ogni presidio possa camminare sulle sue gambe, puntando su una vocazione specifica, in una prospettiva di sviluppo complementare agli altri“.