Fondi, ancora ‘apnea’ estiva per il pronto soccorso

Fondi, ancora ‘apnea’ estiva per il pronto soccorso

Fondi, ospedale Pronto soccorsoNon solo medici e specialisti vari. Al ‘San Giovanni di Dio’, adesso paiono in via d’estinzione anche i normali infermieri. Scarseggiano. Difficile crederci, visti i tanti disoccupati del comparto. Ma dev’essere per forza così, se il pronto soccorso dell’ospedale di Fondi negli ultimi giorni è rimasto in emergenza per un paio di mattinate proprio a causa della mancanza di un singolo infermiere.

Non fossero merce rara, si potrebbe ipotizzare con facilità una disorganizzazione impensabile e quantomeno discutibile, per un servizio che vede direttamente in ballo la salute. La vita stessa, a volte. Posta troppo alta, per rischiarla con un’organizzazione deficitaria. Sarebbe una faccenda troppo ‘antipatica’, soprattutto in un periodo come quello estivo, caratterizzato dal consueto boom degli ingressi. Dunque, se anche suona strano, partiamo dall’ipotetico (ed un tantino forzato) assunto iniziale: gli infermieri scarseggiano.

Tanto, comunque sia, il succo non cambia. E non cambierebbe nemmeno in presenza di un’eventuale terza ipotesi. Il dato di fatto, è concreto: sempre più spesso il precario, delicato meccanismo ospedaliero si inceppa. Portando reparti e servizi in debito di ossigeno, quando non proprio al blocco (come nel recente caso dell’unità di Endoscopia).

Ultimo caso emblematico, quello del pronto soccorso, che per tutto il turno mattutino di lunedì, dalle 7 alle 14, si è ritrovato a lavorare con personale ridotto all’osso, un medico ed un solo infermiere anziché i due di norma. Per quello assente, indisponibile per motivi non pervenuti, nessun sostituito. Esatta replica di quanto avvenuto proprio agli inizi della scorsa settimana.

san-giovanni-di-dio-fondi-ospedaleCon le medesime conseguenze: il risicato personale, che in estate riesce a destreggiarsi a stento anche quando è al completo, costretto com’è a far fronte a medie di un centinaio di persone al giorno, era sull’orlo del collasso; molti dei malcapitati utenti, per buona parte turisti, erano invece prossimi ad una crisi di nervi. Ampiamente giustificata, peraltro. Gli accessi effetto ralenti hanno determinato attese protrattesi per ore, con numerose visite della mattina slittate a pomeriggio inoltrato.

I tempi degli operatori costretti a turni massacranti, tanto da accusare malori oppure arrivare a chiamare loro stessi le forze dell’ordine per far ‘certificare’ la situazione, al pronto soccorso del ‘San Giovanni di Dio’ sono, si spera, lontani. Come quelli delle aggressioni fisiche al personale da parte di utenti inviperiti per disservizi veri o presunti. Però, viste le premesse, e considerando che la stagione non è nemmeno al giro di boa, fare gli scongiuri potrebbe non essere una cattiva idea. E di sicuro, nel caso, sarebbero ‘bipartisan’.

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