Il “sistema” Formia, tutte le accuse della Procura di Latina

Il “sistema” Formia, tutte le accuse della Procura di Latina
*Il Comune di Formia*

*Il Comune di Formia*

Questa mattina, lunedì, i carabinieri della locale compagnia si sono recati negli uffici del palazzo comunale di Formia per notificare agli indagati la conclusione delle indagini preliminari svolte dal pubblico ministero della Procura della Repubblica di Latina Giuseppe Miliano. L’ipotesi accusatoria del sostituto procuratore, che coinvolge a vario titolo 20 persone tra politici, ex amministratori, funzionari e dirigenti comunali e imprenditori, è di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, alla concussione, all’abuso d’ufficio, all’omissione d’atti d’ufficio e al peculato. Venti le fattispecie di reato individuate, nelle quali il Comune di Formia risulta sempre parte offesa.

Gli indagati

*Il sostituto procuratore Giuseppe Miliano*

*Il sostituto procuratore Giuseppe Miliano*

Per ora, a meno che non trovino conferma le indiscrezioni delle settimane passate che volevano coinvolte almeno 50 persone, gli indagati sono 20: Roberto Guratti (ex dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Formia e oggi dirigente all’urbanistica, ai lavori pubblici e all’ambiente del Comune di Gaeta), Erasmo Picano (ex presidente del Consiglio comunale nella giunta Forte e oggi consigliere comunale di Forza Italia), Antonio D’Ambrosio (amministratore dell’Aurora Immobiliare srl), Stefano Paone (ex consigliere comunale e amministratore del pastificio Paone), Stefania Della Notte (ex dirigente dell’ufficio tecnico e oggi dirigente del settore Ambiente e sostenibilità urbana), Agostino Di Mille (progettista e direttore dei lavori del permesso a costruire per la realizzazione del centro commerciale all’ex pastificio Paone), Antonio Calvano (ex consigliere comunale), Filippo Gionta (funzionario del settore urbanistica), Benedetto Assaiante (ex vicesindaco e assessore all’urbanistica del Comune di Formia, ex consigliere provinciale e oggi cerimoniere dell’attuale sindaco di Formia), Antonio Di Rocco (ex consigliere comunale di maggioranza, oggi in minoranza), Angela Ciardi (amministratore unico della società consortile “Intesa Coop Le.Sa.Sca.” – Asilo La vecchia Quercia), Italo La Rocca (commissario per la gara d’appalto per la gestione dell’asilo La Vecchia Quercia e oggi dirigente del settore Cultura, Anagrafe e Affari generali), Mariangela Parasmo (commissario per la gara d’appalto per la gestione dell’asilo La Vecchia Quercia), Tiziana Livornese (dirgente del settore sviluppo economico), Michele Forte (ex sindaco di Formia, attuale presidente del Consiglio provinciale di Latina e coordinatore provinciale dell’Udc), Rosanna Picano (comandante della polizia locale di Formia, attualmente anche dirigente ai servizi sociali), Sergio Spinosa e Luigi D’Elia (componenti del corpo di polizia locale di Formia), Patrizia Giglio (proprietaria di manufatto abusivo), Flavio Fantasia (amministratore della società Red Snapper srl, proprietaria del supermercato Todis).

I reati – L’associazione a delinquere

*L'ex sindaco Michele Forte*

*L’ex sindaco Michele Forte*

Come detto le fattispecie di reato contestate sono 20, e coinvolgono gli indagati a vario titolo, mentre per alcuni ci sono più menzioni. Risulta inoltre evidente che nella contestazione dei reati ascritti ai soggetti coinvolti, sono state utilizzate anche intercettazioni telefoniche e ambientali che forniscono una ricostruzione circostanziata delle varie ipotesi accusatorie e che, secondo indiscrezioni, comporrebbero un fascicolo di indagine di diverse migliaia di pagine. Ma, anzitutto, l’accusa più grave, sempre secondo la Procura di Latina, è ovviamente quella di un vero e proprio sistema criminale composto da Roberto Guratti, Erasmo Picano, Stefania Della Notte, Antonio Calvano, Michele Forte e Antonio Di Rocco, che si sarebbero associati tra loro compiendo reati di corruzione, concussione, abuso d’ufficio e peculato, commessi nell’ambito dei rispettivi ruoli all’interno delle istituzioni e della pubblica amministrazione.

Lottizzazione Aurora Immobiliare

*Il complesso residenziale*

*Il complesso residenziale*

Nella realizzazione di un complesso residenziale, composto da sedici villini, nel quartiere di Gianola a Formia, Roberto Guratti (come dirigente dell’ufficio tecnico), Erasmo Picano (come progettista e direttore dei lavori) e Antonio D’Ambrosio (amministratore della società Aurora che realizzava la lottizzazione), avrebbero, secondo il Pm Miliano, in concorso tra loro, operato una lottizzazione abusiva, a causa di aumento ingiustificato di volumetrie, cambiando in parte la destinazione d’uso, anche perchè in assenza di un piano particolareggiato e di un piano di previsione delle opere di urbanizzazione. Tutto, quindi, in contrasto col piano regolatore e con la legge regionale meglio conosciuta come Piano Casa.

*Una fase del sequestro nel 2012*

*Una fase del sequestro nel 2012*

Inoltre Aurora Immobiliare veniva intenzionalmente avvantaggiata grazie alla firma sul permesso a costruire (Roberto Guratti), nonostante il divieto prescritto dal Piano regolatore di mutare le destinazioni d’uso e la legge regionale di aumentare i volumi edificatori perchè in presenza di vincolo paesaggistico, per il quale non è sarebbe stato ottenuto il necessario Nulla Osta. Per Picano e Guratti, ulteriore menzione, perchè avrebbero attestato falsamente, il dirigente in virtù del rilascio del permesso a costruire, e il direttore dei lavori Picano con una relazione tecnica allegata al progetto, che non c’era alcun vincolo paesaggistico sugli edifici poi ristrutturati per la lottizzazione e che, quindi, non fossero illegittimi rispetti al piano regolatore.

14 febbraio 2012

Pastificio Paone

*L'ex pastificio Paone*

*L’ex pastificio Paone*

Discorso analogo per la realizzazione di un “imponente”, così lo definisce la Procura, centro commerciale all’interno dell’ex pastificio Paone in piazza Risorgimento a Formia. Anche se cambiano gli attori, Erasmo Picano a parte. Infatti, secondo il magistrato, Stefano Paone (come amministratore della società “Domenico Paone fu Erasmo spa”), Stefania Della Notte (come dirigente ufficio tecnico), Agostino Di Mille (progettista e direttore dei lavori) e, appunto, Erasmo Picano (in veste di progettista e direttore dei lavori della variante architettonica), avrebbero in concorso realizzato la ristrutturazione dell’edificio, prima pastificio, poi delocalizzato a Penitro, cambiando la destinazione d’uso dei 30mila metri cubi totali.

Così suddivisi:
– Al primo piano sottostrada, magazzini, locali di vendita e servizi igienici per 866 metri quadri
– Al secondo piano sottostrada, magazzini, locali di lavorazione, locali tecnici, uffici, servizi igienici per 1.634 metri quadri e anche parcheggi per 1.735 metri quadri
– Piano terra, locali commerciali, locali di lavorazione, depositi, uffici, servizi igienici per totali 1.271 mq e parcheggi per 1.127 mq)
-Primo piano, locali di lavorazione e locali tecnici per 1.128 mq
-Secondo piano, doppia altezza sul primo piano
-Terzo piano, torrino e scala per 91 mq

*Carabinieri e Forestale sequestrano l'ex pastificio Paone nel marzo 2012*

*Carabinieri e Forestale sequestrano l’ex pastificio Paone nel marzo 2012*

Insomma una dettagliata destinazione che sarebbe però stata autorizzata senza senza provvedimenti urbanistici attuativi del piano regolatore, che davano il via libera alla realizzazione del progetto solo con un piano particolareggiato. In sostanza la firma di Stefania Della Notte sul permesso a costruire, procurava al privato un ingiusto vantaggio, nonostante l’assenza del piano particolareggiato, e così facendo danneggiando il Comune perchè non venivano richieste le opere di urbanizzazione dell’area. E inoltre, Erasmo Picano, Stefania Della Notte e Agostino Di Mille, avrebbero attestato il falso, ognuno nell’ambito delle proprie funzioni, e rispettivamente per aver rilasciato la denuncia di inizio attività edilizie, per il rilascio del permesso a costruire e per la relazione tecnica allegata al progetto, sancendo di fatto che l’intervento edilizio fosse legittimo seppur contro il Prg, come supposto invece dalla Procura.

10 marzo 2012

La coop Luci Sul Golfo e le aree percorse dal fuoco

*La conferenza del 2012 in cui l'ex sindaco Forte se la prese con i giornalisti*

*La conferenza del 2012 in cui l’ex sindaco Forte se la prese con i giornalisti*

Rappresentò a suo tempo un vero e proprio caso con enorme risonanza nell’opinione pubblica. E fece così tanto rumore da portare l’amministrazione comunale di Formia, allora guidata da Michele Forte, a ritirare il piano di zona proposto dalla cooperativa. Si tratta della lottizzazione Luci Sul Golfo che, oltre ad annoverare come soci della cooperativa edilizia una serie di componenti di partito Udc e loro affini, secondo quanto sosteneva un’inchiesta giornalistica dell’epoca, prevedeva la realizzazione di un complesso edilizio, contrariamente a quanto invece disposto da una legge nazionale contro l’edificabilità delle aree percorse dal fuoco.

E sulla quale lo stesso Michele Forte chiese una deroga al Parlamento. Su questa vicenda arriva l’accusa a Benedetto Assaiante, Roberto Guratti e Antonio Di Rocco perchè, in concorso tra loro, non avrebbero riferito nell’ambito della delibera di Consiglio comunale numero 45 (quella per la realizzazione della lottizzazione Luci Sul Golfo) che l’area oggetto dell’edficazione era stata percorsa dal fuoco e quindi inedificabile. “Consapevoli – sostiene il sostituto Miliano – della falsa attestazione con cui ingannavano i componenti del Consiglio comunale”.

9 marzo 2012

La Coop Le.Sa.Sca e l’asilo “La vecchia quercia”

*L'asilo ''La Vecchia Quercia''*

*L’asilo ”La Vecchia Quercia”*

Anche questa vicenda, che già conta alcuni risvolti giudiziari, rientra nell’indagine per associazione a delinquere di Giuseppe Miliano. Nella fattispecie secondo l’accusa, l’amministratore della società consortile Intesa Coop Le.Sa.Sca. (di cui fanno parte parenti di politici) Angela Ciardi, il dirigente Stefania Della Notte e i commissari per il bando di affidamento dell’asilo alla coop Le.Sa.Sca. Italo La Rocca e Mariangela Parasmo, sempre in concorso tra loro, avrebbero prodotto una documentazione falsa che attestava la partecipazione della Le.Sa.Sca. al consorzio, in modo da provocare un ingiustificato beneficio alla società e collegato all’aggiudicazione finale.

"Antonio Di Rocco"

“Antonio Di Rocco”

Il Caso “Cume Medical System”

Ancora il consigliere Di Rocco che, secondo le accuse, avrebbe abusato dei propri poteri come consigliere comunale costringendo il comandante della polizia locale Rosanna Picano a non chiudere il centro fisioterapico, che si trova sulla via Appia lato Napoli, nonostante che la società “Cume Medical System srl” fosse sprovvista delle prescritte autorizzazioni.

Il supermercato Todis sull’Appia
spesa_supermercatoAnche l’apertura di un supermercato, il Todis di via Appia a Formia, finisce nell’indagine. In questo caso a finire sotto accusa sono i dirigenti Tiziana Livornese e Roberto Guratti, il comandante dei vigili Rosanna Picano, il funzionario all’urbanistica Filippo Gionta, il consigliere Antonio Di Rocco e l’amministratore della società Red Snapper srl, proprietaria del supermercato, Flavio Fantasia.

In sostanza secondo l’ipotesi accusatoria, i soggetti coinvolti, in concorso tra loro, avrebbero favorito l’apertura del supermercato, con falsa attestazione sull’agibilità e la conformità urbanistica dell’edificio, nonostante gli appena sei metri che lo separano dalla tratta ferroviaria e l’assenza di condono (riferimento alle condotte di Guratti e Gionta). Tutto col parere favorevole della Picano, circa la viabilità, nonostante l’accesso al centro fosse costituito da una stradina. Eppure in seguito all’apertura arrivarono i carabinieri a cessare l’attività proprio sulla base di alcune illegittimità edilizie. Eppure l’attività fù riaperta grazie all’intercessione del consigliere Di Rocco che aveva interesse nel far assumere persone da lui proposte.

L’immobile sovrastimato

*La Procura della Repubblica di Latina*

*La Procura della Repubblica di Latina*

Nel caso in questione tocca anche l’ex sindaco Michele Forte che, secondo il Pm Miliano, in concorso con Benedetto Assaiante e Roberto Guratti, abusando dei loro poteri, avrebbero indotto l’architetto comunale Roberta Pennini a sovrastimare un immobile fatiscente, che andava acquisito al patrimonio comunale, per l’importo di 320mila euro, poi ridotto a 300mila euro. Un valore che la Procura definisce “assolutamente sproporzionato” rispetto al reale valore.

La casa popolare alla famiglia Bardellino

*Antonio Calvano*

*Antonio Calvano*

Anche Antonio Calvano, abusando del proprio potere, nell’ipotesi del sostituto procuratore Giuseppe Miliano, avrebbe manipolato l’operato dell’architetto comunale Roberta Pennini, al fine di far rinnovare il contratto di alloggio popolare a Flora Gagliardi, moglie di Ernesto Bardellino. Tutto mediante una lettera nella quale venivano descritte dettagliatamente le condizioni dei soggetti a giustifica della proroga richiesta. Una corrispondenza corredata, secondo quanto sostiene il magistrato, anche da ripetuti contatti tra il consigliere e l’architetto. Ma secondo l’accusa, Calvano, in almeno due occasioni, si sarebbe inoltre fatto dare del denaro, in un’occasione da due coniugi ai quali avrebbe promesso, grazie al suo millantato potere di intercessione presso funzionari comunali, un posto in graduatorie comunali, e nell’altra circostanza avrebbe percepito oltre 31mila euro a titolo di spesa per la sua intermediazione, da un soggetto per l’acquisto di una casa all’asta.

L’auto di servizio a fini personali
La circostanza vede coinvolta Rosanna Picano, comandante dei vigili urbani che avrebbe utilizzato l’auto di servizio al comando, per recarsi a Cassino da un professore universitario.

Le giostre e la Tarsu
giostre genericoE proprio Rosanna Picano in concorso con Antonio Calvano avrebbero omesso di sottoporre a sequestro le giostre adunate in occasione dei santi patroni di Formia presso il molo Vespucci del porto, giugno 2012. Un sequestro, invece, che andava fatto perché, secondo l’accusa, il titolare (un certo Sandro) non avrebbe corrisposto la tassa sui rifiuti. Il consigliere e la comandante inducevano il giostraio a dichiarare un’occupazione solo parziale del suolo, limitandola ai soli giorni di attività e regalando sia a Calvano che alla comandante Picano biglietti per le giostre.

Il sequestro edilizio mancato
Benedetto Assaiante, Roberto Guratti e i due membri del corpo di polizia locale Sergio Spinosa e Luigi D’Elia, oltre che alla beneficiaria Patrizia Giglio, avrebbero intenzionalmente omesso di effettuare un sequestro di un manufatto realizzato abusivamente proprio da Patrizia Giglio, perciò anche in questo caso, sempre col vincolo concorsuale tra i cinque, procurando un ingiusto vantaggio alla donna proprietaria dell’opera.

Il parcheggio “dei cugini” a piazza Risorgimento
Parcheggio-300x264L’ex vicesindaco Assaiante avrebbe abusato dei propri poteri inducendo il tecnico comunale Filippo Gionta a rilasciare l’autorizzazione per realizzare e poi gestire il parcheggio di piazza Risorgimento “Parcheggio Risorgimento”. I due beneficiari sono cugini dell’attuale cerimoniere del sindaco, e il tutto veniva architettato in assenza di un piano parcheggi, del parere ambientale e nonostante il vincolo di inedificabilità esistente per la presenza a pochi metri di un torrente pubblico.

LA VICENDA

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