Cisterna, degrado a causa delle comitive di beoni. Ordinanza del sindaco non rispettata

piazza fort smithPiazza Caetani, piazza Vittorio Emanuele, Parco Fort Smith, il Parco di Doganella, sono solo alcuni dei punti di ritrovo cisternesi delle comitive di stranieri che, a partire dal tardo pomeriggio e fino alla prima serata, passano il tempo a bere in compagnia.

In barba a quanto disposto dall’ordinanza sindacale emanata dal sindaco Della Penna (uno dei suoi primi atti amministrativi) che fino al 31 agosto vieta il “consumo in luogo pubblico e/o di uso pubblico bevande alcoliche e abbandonare qualunque contenitore vuoto di bevande e/o di alimenti, nonché rifiuti o altri oggetti che possano creare pericolo ai cittadini”.


Il fenomeno dei beoni in giro per la città comincia ad assumere dimensioni allarmanti, per ragioni di decoro ma anche (soprattutto) di sicurezza, tanto che i cittadini cominciano a esporre reclami formali al Comune ed al comando della Polizia Locale di Cisterna.

Qualcuno sul web cavalca la polemica facendo notare casi di risse tra stranieri che, a dire il vero, sono molto rari. Tra l’altro, proprio questo pomeriggio, a fare a botte in una piazza del centro sono stati dei ragazzi italiani, e non certo per via dell’alcol.

La questione è probabilmente un’altra: esiste un’ordinanza, sensata, opportuna, chiara. Bisogna solo farla rispettare.

E’ l’ordinanza sindacale n.97/2014 emanata a tutela della sicurezza, dell’igiene e della tranquillità dei cittadini che vogliano usufruire di piazze, vie, giardini di tutto il territorio comunale.
Attenzione, non si tratta di un provvedimento restrittivo da stato del sud degli Usa.

A Cisterna, è comunque consentito il consumo di bevande alcoliche e alimenti nelle aree attrezzate, autorizzate dal Comune, adiacenti gli esercizi pubblici, attività commerciali ed artigianali.

All’atto della contestazione, il trasgressore è tenuto a cessare il comportamento nonché a rimuovere immediatamente gli eventuali contenitori e oggetti abbandonati. In caso contrario il trasgressore incorrerà ad un’ammenda e alle spese sostenute dall’amministrazione per il ripristino dello stato dei luoghi.