Parco del Circeo, dove riserva Unesco e discariche convivono

Parco del Circeo, dove riserva Unesco e discariche convivono
*Parte dell'ultimo materiale rinvenuto*

*Parte del materiale rinvenuto mercoledì dalle guardie Fipsas*

Ormai – lo dicono le cronache – si rischia di farci l’abitudine. Cumuli di materiale edile di risulta, eternit, guaine in catrame, ingombranti, gli immancabili sacchi colmi di comune immondizia. Girovagando da quelle parti, non è poi così difficile imbattersi in rifiuti e discariche.

In ogni caso degradante, fastidioso, pericoloso. Ma anche davvero increscioso, se il luogo del continuo smaltimento illegale è nel cuore di un’area protetta, nel caso il Parco nazionale del Circeo.

Una delle più antiche aree naturali italiane ad essere vincolate, a suo tempo candidata a entrare nella lista dei siti Patrimonio dell’umanità e da anni riserva della biosfera Unesco. Tra l’altro, la riconferma di quest’ultimo titolo è proprio dei giorni scorsi, legata a doppio filo alla positiva conclusione dell’iter per il riconoscimento del programma Mab.

Eppure, diverse porzioni del Parco continuano ad essere alla mercé di chiunque. In ordine di tempo, l’ultimo rinvenimento di rifiuti speciali abbandonati risale a mercoledì in zona Baia d’Argento, ad opera delle guardie ambientali Fipsas.

Tra i sentieri e il verde protetto, davanti agli uomini del presidente Emiliano Ciotti ecco spuntare le ‘solite’ sorprese da estrema periferia, dai lastroni in amianto alle tivvù. L’altra faccia del parco.

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