Itri, altri incontri con esemplari di lupo sulle colline di Campello

img_lupo_vdsTornano a far parlare di loro i lupi. Dopo la denuncia di due ciclisti che mentre percorrevano i sentieri a circa 900 metri di altezza tra Itri, Campodimele ed Esperia, sul monte Campello in località Valle dei Pozzi, erano stati presi d’assalto da due esemplari che, secondo la loro testimonianza, corrispondevano al genere faunistico che da qualche tempo sta creando problemi a chi attraversa quelle zone (59enne allevatore addentato a un polpaccio il 29 luglio scorso; M.M. e G.P., pastori itrani, rifugiatisi nel loro fuoristrada e allontanatisi di corsa dalla zona nella primavera del 2013; due cicloamatori che, mentre percorrevano in mountain bike quei sentieri, hanno visto avvicinarsi minacciosi due esemplari classificati come lupi due mesi fa), ora è stata la volta di un signore di Itri, G.A., che vive a Latina e che, quando rientra in paese, ama tuffarsi nell’ossigenata zona montana.

Purtroppo anche lui ha dovuto fare i conti con un incontro molto ravvicinato, ma fortunatamente frontale, con due esemplari che lui, discendente di pastori esperti nel riconoscimento degli esemplari faunistici, non ha esitato a definire lupi. E l’incontro è avvenuto sempre nella stessa zona, la Valle dei Pozzi. Il 66enne, avendo visto le due bestie avvicinarsigli frontalmente, si è armato di grossi sassi e di un nodoso bastone con cui è riuscito, non senza difficoltà, a far allontanare la seconda bestia dopo che la prima era fuggita appena iniziato il nutrito lancio di pietre. L’eco della vicenda ha fatto subito il giro del paese dove la gente è solita organizzarsi, nei mesi di luglio e agosto, per trascorrere qualche settimana  sulla “montagna di Itri”.


A questo proposito gli ultimi malcapitati “attenzionati” dai lupi, che non hanno intenzione di rinunciare alle loro escursioni, in bici o a piedi, a Campello, fanno appello agli operatori del settore (Parco dei Monti Aurunci, per quanto  di sua competenza)  affinchè intensifichino il controllo onde evitare l’escalation del conflitto tra l’uomo e la fauna selvatica predatrice che attraversa,  in maniera randagia, tutta la vasta zona montana.