Gaeta, ex carabiniere invalido “prigioniero” in casa

Solo uno striscione, visto che ha perso sia l’uso della parola che quello motorio, ha potuto utilizzare un ex carabiniere, oggi 85enne, e costretto sulla sedia a rotelle, per gridare tutta la sua indignazione a seguito di una sentenza, eseguita qualche settimana fà, ma arrivata 17 anni fà, che di fatto ha ostruito irreversibilmente due accessi della sua abitazione in via Livorno a Gaeta, rendendogli le rare uscite all’aperto più complicate. Tutto per un abuso edilizio.

ingresso casa gaetaLa moglie dell’uomo, 77enne, che ripetutamente fatica a trattenere le lacrime mentre ricostruisce la storia, sostiene però che quella sentenza si baserebbe su una falsa testimonianza, peraltro contestata al responsabile nell’ambito del medesimo processo eppoi riconosciuta dallo stesso privatamente. Perciò lo striscione affisso qualche giorno fà, che recita: “Vergognati! Qui non è mai stato così”.


Il riferimento è ad un vicino di casa che nel 1992 denuncia per abusivismo edilizio l’ex militare, reo, secondo il suo accusatore, di aver realizzato una cancellata di accesso al giardino attiguo all’abitazione al primo piano dello stabile, composto da otto immobili, ma abitato d’estate solo dalle due famiglie, e di una porta che conduce nel seminterrato della casa. Una denuncia che arriva a seguito di un periodo di screzi e piccole beghe condominiali. Prima un rapporto senza problemi.

casaLa donna nel suo racconto continua a precisare che tutto si è giocato sulla falsa testimonianza di uomo che avrebbe affermato nel corso del processo di aver visto l’ex carabiniere, che ha svolto servizio presso la caserma dell’Arma a Formia, realizzare nel 1985 le due opere abusive. Eppure, secondo la difesa processuale, che la donna continua a ribadire come incontestabile verità, quelle due strutture, come da documenti del costruttore, esistono fin dalla originaria realizzazione dell’immobile, avvenuta nel 1967, un anno prima del loro arrivo nella casa di via Livorno a Gaeta. Come altre tre case al primo piano di altrettanti edifici attigui.

Eppure sul cancello è ancora affisso il cartello di passo carrabile, rilasciato con apposita autorizzazione dal Comune di Gaeta nel 1994 che, evidentemente, riconosce carrabile appunto, un ingresso che non potrebbe risultare legittimo, come dispone la sentenza.

casa 2Una casa che fatica a lasciare, non solo per la volontà dell’uomo di vivere il suo giardino, oramai con molta difficoltà, sia per i problemi motori, ma ora anche a seguito delle modifiche strutturali, ma anche perchè il ricordo di una figlia morta troppo presto, sempre vissuta in quell’abitazione, tiene viva la voglia di lottare per avere giustizia. “Una giustizia – dice la donna – diventata illegale. Almeno Giuda si è venduto per 30 denari – conclude – ma chi ha voluto il nostro male non si capisce perchè l’abbia fatto”.

Tuttavia nel 1996 arriva la sentenza che dispone l’abbattimento delle due opere e il ripristino dello stato dei luoghi. Una lunga vicenda giudiziaria che però nel frattempo prosegue negli anni, con nuovi capitoli, fino all’arrivo di una ditta specializzata che nei giorni scorsi ha realizzato un marciapiede, una ringhiera in continuità coi lati pedonali al fianco del cancello.