Sogin, sequela di subappalti dubbi per il deposito di scorie: arriva l’interrogazione parlamentare

Un quanto mai dubbio intreccio di subappalti legato alla realizzazione del deposito di scorie nucleari al Sabotino. A chiedere lumi al Ministro dell’economia e delle finanze, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dell’interno è il deputato di Sel Filiberto Zaratti .

Filiberto Zaratti
Filiberto Zaratti

L’interrogazione prende la mosse da un articolo pubblicato sul Manifesto in cui si narra che “la Sogin è la società partecipata al 100 per cento dal Ministero dell’economia e delle finanze delegata allo smantellamento degli impianti nucleari e alla messa in sicurezza dei rifiuti nucleari nel nostro Paese; 
in data 4 luglio 2006 l’allora commissario straordinario per l’emergenza rifiuti nucleari già presidente della stessa Sogin, il generale Carlo Jean, in virtù dei poteri commissariali attribuitigli dal Governo, autorizzò la realizzazione di un deposito per lo stoccaggio provvisorio dei rifiuti provenienti dallo smantellamento della centrale nucleare (reattore Magnox) sita in località Borgo Sabotino nel comune di Latina; 
l’appalto per la realizzazione dell’impianto, al cui bando furono invitate a partecipare 4 ditte con procedura negoziata, fu assegnato in data 24 settembre 2008 al consorzio stabile AEDARS Scarl con sede in via Alessandria 12 a Roma; 
dall’esito della gara risulta che tale consorzio agiva in nome e per conto delle consorziate FRACLA Srl con sede a Roma, CEA Elettric Srl con sede a Montalto Uffugo (Cosenza) e VICAR Srl con sede a San Giuseppe Vesuviano (Napoli); 
all’epoca dei fatti la FRACLA Srl risultava essere l’azionista di maggioranza del consorzio stabile AEDARS con oltre il 65 per cento delle azioni. In quel periodo era a sua volta controllata dalla Finnat Fiduciaria SpA”.
centrale-nucleare-borgo-sabotino“A tale consorzio erano associate quasi cinquanta società, alcune di dimensioni internazionali aventi capitali sociali di gran lunga superiori a quelli della FRACLA (10.400 – il minimo per costituire una Srl); la gran parte di queste società di minoranza deteneva, così come oggi, lo 0,52 per cento del capitale sociale di AEDARS; 
da cronache giornalistiche risulta che i lavori per il deposito temporaneo di Borgo Sabotino siano stati poi subappaltati a tre imprese residenti a Santa Maria Capua Vetere (Caserta); la Green Impresit Srl, la SILCEI Srl e la Società Consortile Latina a responsabilità limitata (quest’ultima aveva inizialmente sede a Roma); 
la Green Impresit Srl, a sua volta consorziata con lo 0,52 per cento delle quote al Consorzio AEDARS, risulta attualmente indagata e sottoposta a misure di sequestro preventivo dei beni da parte della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere nell’ambito dell’inchiesta relativa al CUB: il Consorzio unico di bacino per lo smaltimento dei rifiuti urbani nelle Province di Caserta e Napoli; 
sempre dalle cronache giornalistiche risulta che le altre due subappaltate per la costruzione dell’immobile, la SILCEI Srl e la Società Consortile Latina a responsabilità limitata risulterebbero avere uno stretto legame parentale tra i loro proprietari: i signori Angelo e Antonio Salzillo, residenti entrambi a Cancello ed Arnone (Caserta), sarebbero infatti fratelli; 
da visure camerali e altro materiale documentale si è riscontrato inoltre che i lavori per la realizzazione del deposito non siano stati ultimati, risultando interrotti per molti mesi, per poi essere ripresi e ultimati a seguito di un secondo bando indetto dalla Sogin per la finitura degli interni e la chiusura di micro fessure presenti nel manufatto”.


“Il consorzio stabile AEDARS è stato raggiunto da un’interdizione antimafia emesso dalla prefettura di Roma nello scorso mese di settembre a causa del fatto che la sua maggiore azionista, la FRACLA Srl risultava nel frattempo esser divenuta di proprietà di un membro incensurato del clan Mollica e di una non meglio precisata sua parente. Il provvedimento interdittivo della prefettura di Roma, va precisato, è stato recentemente annullato dal TAR del Lazio; 
la SILCEI Srl ha dichiarato di avere una sua unità locale nel comune di Gallarate (Varese); nello stesso Comune risulta esser stato obbligato a dimora, fino a poco tempo prima del suo assassinio, l’affiliato, al clan camorristico e pluri-pregiudicato Antonio Salzillo, ucciso a Cancello ed Arnone (CE) il 6 marzo 2009, fatto rispetto al quale giova ricordare come quest’ultimo soggetto fosse il nipote di Ernesto e Antonio Bardellino, rispettivamente il «cervello» e il «fondatore» del clan dei Casalesi, secondo le testimonianze del pentito di camorra Carmine Schiavone e che per tale omicidio risulta esser stato arrestato, tra gli altri, Nicola Schiavone, figlio di Francesco (detto Sandokan), ritenuto dagli inquirenti il mandante del delitto –: 
se ai Ministri interrogati risulti se la Società Consortile Latina a responsabilità limitata sia stata effettivamente incaricata dal Consorzio Aedars del sub appalto dei lavori per la realizzazione del deposito provvisorio di Borgo Sabotino, e se la SILCEI Srl, appartenente al 50 per cento ciascuno ad Angelo e Antonio Salzillo, abbia incorporato nel 2011, cioè quando i cantieri di Borgo Sabotino erano ormai stati abbandonati dai subappaltati, la Società Consortile Latina a responsabilità limitata; 
quale ruolo di controllo abbiano svolto la Sogin e i Ministeri rispetto a quanto in premessa.”