Qualifica professionale contestata, psicologi contro sei dirigenti pedagogisti dell’Usl

psicoterapiaUn’attribuzione contestata: quella del profilo professionale di psicologo a personale proveniente da altri enti con qualifica di pedagogista. A impugnare davanti al Tar l’inquadramento da parte dell’Usl di Latina, nel 2009, era stato l’Ordine degli Psicologi del Lazio. Mario Esposito, Antonio Ferraro, Anna Maria De Gennaro, Concetta Corrente, Maria Luisa Leccese e Patrizia Capirchio i sei dirigenti pedagogisti di cui l’Ordine contestava l’inquadramento e su cui oggi il Tar si è espresso dichiarandolo inammissibile.

Inoltre era contestata anche la successiva delibera con cui l’azienda asseriva che la qualifica di pedagogista era equiparata ai fini del trattamento giuridico ed economico e di riservarsi l’inquadramento nel profilo professionale di psicologo previa produzione del certificato di iscrizione all’albo professionale.


Chiamato a decidere il Tar ha dunque rigettato ritenendo inammissibile il ricorso per difetto di giurisdizione.

*Il Tar di Latina*
*Il Tar di Latina*

In sostanza la vicenda partiva da una domanda da parte di un dipendente tesa ad ottenere l’equiparazione del profilo professionale di “pedagogista” a quello di “psicologo” alla stregua di un parere reso, il 16.12.1983 dal Consiglio Sanitario Nazionale e di una sentenza (n. 763 del 13.07.1994) della V^ Sezione del Consiglio di Stato. Quando “L’istanza è stata accolta, l’adeguamento dell’inquadramento è stato, contestualmente, esteso ad altri cinque dipendenti ed è stata, quindi, modificata la dotazione organica ma unicamente in via consequenziale cioè in ragione della stretta connessione posta tra il primo inquadramento e la costituzione della pianta organica”.

“Una tale situazione – hanno sottolineato i giudici amministrativi – esclude ogni possibile riferimento agli atti di macro – organizzazione, quindi alla giurisdizione del giudice amministrativo, competente a conoscere solo delle controversie relative all’esercizio della funzione delineata dall’articolo 2, comma 1, del d. lgs. 165/2001, per il quale “Le amministrazioni pubbliche definiscono, secondo principi generali fissati da disposizioni di legge e, sulla base dei medesimi, mediante atti organizzativi secondo i rispettivi ordinamenti, le linee fondamentali di organizzazione degli uffici; individuano gli uffici di maggiore rilevanza e i modi di conferimento della titolarità dei medesimi; determinano le dotazioni organiche complessive”.

Sentenza TAR