Ospedale di Fondi, il dottor Costa contro la ‘mini-deroga’

Ospedale di Fondi, il dottor Costa contro la ‘mini-deroga’
*Caos continuo*

*Futuro tutto da decifrare*

“Una volta si diceva che la montagna ha partorito un topolino”. Il parziale sblocco del turnover da parte della Regione, che destinerà al comparto sanitario pontino due pediatri ed un medico chirurgo, ha lasciato con l’amaro in bocca più di qualcheduno: vista la situazione di crisi, è una boccata d’ossigeno che, a livello concreto, servirà a poco o nulla.

Di questo ne è convinto anche il dottor Giampaolo Costa, che è sì coordinatore regionale di Forza Nuova, ma anche uno che nella sanità ci vice ogni giorno, essendo uno dei pochissimi chirurghi rimasti in forza al boccheggiante reparto del ‘San Giovanni di Dio’. Non certo uno sprovveduto, insomma.

*Il medico e coordinatore regionale di FN Giampaolo Costa*

*Il medico e coordinatore regionale di FN Giampaolo Costa*

La mini-deroga del governatore Zingaretti, non fa “nulla, ma proprio nulla per risolvere la gravissima carenza di personale del Presidio ospedaliero Centro e specialmente dell’ospedale di Fondi, ormai sull’orlo della chiusura”, ha sbottato Costa, che “manifesta tutta la sua delusione nei confronti di tale sconcertante e deficitaria decisione della giunta Zingaretti che mostra, al pari delle altre che si sono succedute negli ultimi quindici anni, di essere assolutamente incompetente a gestire la sanità”.

Il dottore fa un esempio, piccolo ma che può essere indicativo: “Riguardo ai pediatri, è stato più volte segnalato che vi è una pediatra di Fondi, che lavora in ruolo a tempo indeterminato presso un ospedale delle regione Lombardia, che ha più volte chiesto di far ritorno nella sua città per lavorare nella Divisione di Pediatria del ‘San Giovanni di Dio’, richiesta sempre disattesa”.

Il coordinatore forzanovista, ne è sicuro: “Con queste decisioni si è decretato il ‘de profundis’ dell’ospedale di Fondi”, dice. Chiamando quindi nuovamente a raccolta la cittadinanza “per dimostrare tutta  la rabbia e la delusione per vedere spegnersi un punto importante di riferimento della sanità pontina”.

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