Geologi a Ponza in convegno su convivenza tra rischio e risorsa

*Ponza Santa Maria*
*Ponza Santa Maria*

L’Ordine dei Geologi del Lazio ha organizzato il convegno-escursione “La geologia di Ponza: risorsa e rischio” che si tenuto dal 22 al 24 maggio sull’isola. Si è scelta questa ‘location’, emblematica di una situazione ricorrente lungo le coste e le isole italiane, per la presenza di situazioni di dissesto idrogeologico che da sempre interessano l’isola e che ora finalmente si stanno cominciando ad affrontare in modo organico, con interventi di mitigazione del rischio ed un utilizzo del suolo più consono ai delicati equilibri geomorfologici del territorio.

“Abbiamo deciso di organizzare l’evento – sottolinea il presidente dell’Ordine, Roberto Troncarelli – a ridosso della stagione estiva, proprio per richiamare l’attenzione sui forti condizionamenti che le politiche di tutela del territorio producono sulle attività quotidiane e, in particolare, sulle piccole realtà imprenditoriali che vivono principalmente grazie ai proventi del turismo. Da tecnico rilevo una mancanza di proporzionalità tra la ricorrenza del manifestarsi di eventi franosi e le forti limitazioni all’uso del territorio imposte dall’attuale regime vincolistico. Queste, invece, dovrebbero essere maggiormente calate nelle singole situazioni locali, tenendo conto dei beni esposti, della necessità di un’applicazione graduale dei vincoli e della reale propensione al dissesto dell’area. In queste quattro giornate i geologi hanno proposto un nuovo approccio alle problematiche del rischio idrogeologico che deve tenere conto sicuramente delle conoscenze scientifiche che nel settore sono molto avanzate, ma anche della necessità di una maggiore sensibilizzazione della popolazione, che deve imparare a convivere con il rischio per consentire uno sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico, salvaguardando la sicurezza dei cittadini”.


Il segretario dell’Ordine del Lazio, Tiziana Guida ribadisce inoltre che “a dispetto del tentativo che la nostra società fa, attraverso normative, divieti e ordinanze, di perseguire un utopistico obiettivo di sicurezza assoluta, ogni giorno ciascuno di noi inconsapevolmente e tacitamente si prende qualche rischio. Alcuni di questi rischi sono socialmente accettati, in quanto fanno parte del costume comune e si ritiene che i benefici delle attività a cui sono connessi siano superiori ai possibili danni. Bisogna quindi cambiare direzione – sostiene il segretario dell’Ordine – andando oltre la ricerca della sicurezza per approdare al concetto più ampio della gestione del rischio, rendendo il turista consapevole”.

Il sindaco di Ponza Piero Vigorelli ha insistito sulle difficoltà e i tempi della burocrazia che gridano vendetta. “Si pensi che si è tentato di rinviare le opere di messa in sicurezza della spiaggia di Frontone, che accoglie oltre 70mila turisti, perché i talebani dell’ambiente aveva eccepito che lungo la falesia, forse, chissà dove perché non era stato localizzato, c’era un nido di un falco pellegrino. Per non parlare dei numerosi ostacoli frapposti dalla micidiale macchina burocratica, per allungare i tempi delle opere di messa in sicurezza di aree frequentate da migliaia di persone, che invece devono essere operative in tempi rapidi. Mi viene da dire che si scherza sulla tutela delle vite umane e la cosa è assolutamente indegna”.