Per la Cgil Latina e Frosinone a “Poste e Telecom: la pulizia non è una priorità”

Per la Cgil Latina e Frosinone a “Poste e Telecom: la pulizia non è una priorità”

disagi poste2“Da pochi giorni Poste Italiane ha rinnovato l’appalto per le pulizie dei propri locali sociali. Per definire i tempi e i ritmi delle pulizie si è scelto di accorpare i locali per fasce di superficie che appaiono estremamente ampie, al punto che per locali che vanno da 50 a 200 metri quadrati, si prevedono gli stessi tempi e ritmi di pulizia. Inconcepibile. Le conseguenze di questa scelta sono state il taglio lineare delle ore di lavoro per i dipendenti delle ditte di pulizia, in alcuni casi sino al 50%, decurtando lavoratori che precedentemente erano occupati anche per una sola ora al giorno, causando l’inevitabile decadimento delle condizioni igieniche di numerosi uffici postali”.

Il segretario generale SLC Lazio Sud Bruno Carlo, il segretario Generale FILCAMS Latina Patrizia Fieri, il segretario generale FILCAMS Frosinone Alfredo Cocorocchio, ritengono “insostenibile tale stato di cose: è necessario riconsiderare il criterio alla base dell’appalto di pulizia e ricercare una ottimizzazione dei processi allo scopo di migliorare le condizioni ambientali dei locali di Poste. Siffatta decurtazione di ore per la pulizia, invece, non giova a nessuno: di certo non ai lavoratori delle ditte appaltatrici che vedono a rischio il proprio posto di lavoro e nemmeno ai dipendenti di Poste che lavorano in ambienti sempre peggiori, tantomeno all’immagine di una della maggiori aziende italiane che accoglie i propri clienti in locali inadeguati.

Telecom_Il diritto dei lavoratori e dei clienti a frequentare locali puliti e dignitosi dovrebbe rappresentare, per Poste, un valore imprescindibile e non, come emerge dalle ultime scelte, un costo da limare. La condizione del pulimento in Telecom non è meno problematica: a fine 2013 e avvenuto un passaggio di appalto, sebbene la mancanza del servizio al pubblico circoscriva ai soli dipendenti la consapevolezza di tale condizione, lo stato di abbandono in cui versano gli stabili periferici e il decadimento generale degli uffici sono sempre più evidenti. Anche Telecom, infatti, ha sposato la logica del taglio irrazionale delle spese per la pulizia applicando oltre al criterio della superficie dei locali, quello della presenza o meno dei servizi igienici (!). La ricaduta sui lavoratori delle aziende del pulimento è stata pesantissima e, come era facilmente immaginabile, a qualche mese dall’inizio del nuovo appalto, quotidiane sono le segnalazioni di lavoratrici e lavoratori Telecom esasperati dal dover operare in luoghi sporchi e preoccupati per possibili conseguenze di natura igienico sanitaria.

Quella delle ore di pulizia non può ridursi a una voce di bilancio da stornare con leggerezza ma rappresenta invece un investimento che Telecom deve operare per offrire ai propri dipendenti, dopo i numerosi sacrifici economici sostenuti per tenere in piedi un’azienda mal gestita da decenni, ricordiamo i contratti di solidarietà e gli straordinari in banca ore, quantomeno il sacrosanto diritto di lavorare in ambienti con condizioni minime di decoro e di igiene.
Ricordiamo a Poste e Telecon, come il Testo Unico sulla Sicurezza (D.lgs. 81/08 e succ. mod.) sancisca che il Datore di lavoro deve mantenere puliti i locali di lavoro e i servizi igienici (artt. 1.1.6 e 1.13.4.1)

Le organizzazioni sindacali di SLC e FILCAMS, richiedono, quindi, che Poste e Telecom agiscano rapidamente riconsiderando profondamente le scelte operate, rendendosi disponibili ad attivare dei tavoli di confronto con le rappresentanze territoriali, per affrontare nel merito, da una parte la riduzione di salario dei lavoratori delle aziende appaltatrici,che in alcuni casi non arriva ai duecento euro mensili,  e dall’altra,  il sacrosanto diritto dei lavoratori delle aziende appaltanti di esigere ambienti puliti”.

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