Sanità a Formia, Terracina e in provincia, come ti salvo il Centro Trasfusionale… e intanto distruggo il Laboratorio Analisi

"L'ingresso dell'ospedale Dono svizzero"
“L’ingresso dell’ospedale Dono svizzero”

Caos. E’ sufficiente una parola per descrivere quanto sta accadendo in questi giorni al Laboratorio Analisi dell’ospedale Dono Svizzero di Formia. Già, perché il salvataggio del Centro Trasfusionale di Formia sta creando un disagio che a breve potrebbe di fatto bloccare l’attività di un reparto fondamentale per ogni settore del nosocomio. E questa volta non c’entra soltanto il ricorso sistematico ai contratti a termine per il personale medico, imposto dai tagli alla spesa sanitaria regionale che impediscono le assunzioni. Le sorti dell’ospedale del golfo, infatti, in un delicato gioco di incastri, si incrociano con quelle degli altri presidi medici provinciali secondo una logica che di razionale non ha quasi nulla se non il salvaguardare posizioni per lo più politiche e che poco hanno a che fare con il buon andamento delle attività.

*L'ex governatore del Lazio Renata Polverini*
*L’ex governatore del Lazio Renata Polverini*

Per comprender cosa sta accadendo bisogna fare un salto indietro nel tempo e tornare al 2011 quando una delibera regionale dell’allora governatore Renata Polverini cancella cinque Centri Trasfusionali tra cui quello di Formia, obiettivo la realizzazione di un unico centro di raccolta sangue per provincia.


La sommossa popolare che segue, comprensiva di raccolta firme, o forse più appropriatamente le scadenze elettorali, suggeriscono nel 2012 di mettere in naftalina quell’atto, che però resta in vigore mai annullato. In sostanza il Centro, e qui ci si riferisce a Formia, resta aperto ma sulla carta è da allora già chiuso.

*Il governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti*
*Il governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti*

Cambia il presidente della Regione, entra in carica Nicola Zingaretti, e il 6 dicembre dello scorso anno il governatore rispolvera la polveriniana delibera fissando il termine, a partire dal 30 gennaio, di novanta giorni per la effettiva chiusura. Apriti cielo, Formia e il golfo che avevano pensato di aver vinto la propria battaglia per il mantenimento del Centro, tornano in piazza costringendo il governatore, complici le vicine elezioni europee, a fare di nuovo marcia indietro, “si è trattato di un refuso” viene fatto sapere: il dato di fatto che il Trasfusionale è ormai diventata una battaglia tutta politica e poco sanitaria.

*L'ingresso del Centro Trasfusionale di Formia*
*L’ingresso del Centro Trasfusionale di Formia*

Ed entriamo nel Centro Trasfusionale di Formia: attualmente vi sono in servizio due medici e due tecnici di ruolo più un terzo che non svolge notturni e comunque in via di pensionamento. Con la reperibilità di fatto garantita da un ulteriore tecnico trasferito un anno fa da Terracina a Formia su disposizione del direttore della Asl Ennio Cassetta: quel Filippo Iadicicco, con contratto a termine rinnovato annualmente, che dal 16 giugno dovrà però fare il percorso opposto perché nel frattempo al Fiorini, contravvenendo a ogni regola, è stata istituita una guardia tecnica di laboratorio. Inutile e sembrerebbe anche illegale, considerato che non c’è sanitario di guardia e i referti escono validati dal tecnico e non dal sanitario che ha potere di firma. Ma che utile lo sarebbe stata se al Fiorini fossero mai arrivati due tecnici dal laboratorio analisi, ex Inam, di Piazza Celli a Latina.

*Il centro di Piazza Celli (foto da Latina24ore.it)*
*Il centro di Piazza Celli (foto da Latina24ore.it)*

E qui si entra in un’altra stortura del sistema sanitario provinciale. Differentemente da quanto avviene nel resto d’Italia, infatti, nel capoluogo esistono due laboratori analisi: uno al Santa Maria Goretti per i pazienti interni ed uno, quello di Piazza Celli diretto dal dottor Campo, per gli esterni. Attualmente in quest’ultimo si trovano otto tra medici e biologi e dodici tecnici quotidianamente in servizio dalle 8 alle 15 esclusi week end, festivi e feste comandate. Nel rispetto di una generale spending review per quel centro era stata deliberata la chiusura, mai avvenuta, con il conseguente spostamento di due tecnici a Terracina che, però, nella città del Tempio di Giove non sono mai arrivati.

*Ospedale Fiorini di Terracina*
*Ospedale Fiorini di Terracina*

E arriviamo alle ultime settimane che più da vicino riguardano il Laboratorio Analisi di Formia. Per tamponare la carenza notturna di Terracina, infatti, una volta, un anno fa, inviato Iadicicco a Formia, al buon dirigente Cassetta, quasi un equilibrista in questo delicato domino dove ogni medico e tecnico (di ruolo perché chi è a contratto raramente viene spostato), diventa una pedina da muovere quasi fosse una partita di Risiko, non resta che inviare un tecnico di ruolo da Formia. I problemi saranno risolti promette, ma intanto lui lascia l’incarico. E le difficoltà invece restano. Anzi, si acuiscono.

*Laboratorio Analisi (foto generica)*
*Laboratorio Analisi (foto generica)*

Poco prima, infatti, sempre Cassetta aveva imposto che tutte le analisi per gli esterni del Fiorini fossero inviate al Laboratorio Analisi del Dono Svizzero. Che così tra esterni e interni raggiunge la ragguardevole cifra di due milioni di prestazioni offerte l’anno di fatto coprendo tutto il sud pontino, isole comprese, escluso Fondi (per dare un’idea il Laboratorio Analisi del Goretti ne fornisce un milione e ottocentomila).

La settimana scorsa, infine, giungendo al quid della questione, per tamponare l’ennesima carenza, viene disposto che due tecnici di ruolo e in servizio al Laboratorio Analisi di Formia vengano trasferiti da subito, anche per garantire un sufficiente tempo di formazione, al Centro Trasfusionale dello stesso ospedale. Di fatto riducendo drasticamente il personale in servizio al Laboratorio.

Fino a ieri, infatti, escluso il personale medico e i biologi che non rientrano in questi spostamenti, erano in servizio dieci tecnici di cui due esclusi dai notturni e uno in pensione tra dieci mesi. Così, visto il recente spostamento, a garantire il notturno al Trasfusionale molto a breve ne resterebbero in servizio soltanto cinque. Che considerato come chi effettua il notturno ha poi diritto a non essere in servizio la mattina e la notte successiva, in breve porterebbero al blocco dell’attività nell’orario diurno. Una considerazione a cui sarebbe giunto anche l’attuale dirigente facente funzioni del settore, e responsabile del buon funzionamento del Laboratorio Analisi, Antonio Di Pastena, su cui, infatti, nelle ultime ore sono aumentate le voci su possibili dimissioni dall’incarico.

E intanto la politica, e i politici, sembrano attendere lasciando che si creino le condizioni di emergenza per poi, forse, alla fine intervenire, tamponare se va bene, prendere applausi, e voti, alla prossima scadenza elettorale. E così avanti senza mai risolvere definitivamente i problemi della sanità pontina e non. Evidentemente non conviene.