Cittadini di Cori contro il ripetitore Wind a pochi metri dalla scuola elementare

Cittadini di Cori contro il ripetitore Wind a pochi metri dalla scuola elementare

VIDEO CONTEST _INPIAZZA  - URBAN SOCIABILITY - piazza signina - coriI cittadini di Cori hanno per il momento vinto la battaglia contro il ripetitore Wind che il colosso della telefonia mobile sta installando su un’abitazione privata a poche decine di metri dalla scuola elementare di via Madonna del Soccorso. Ma rischia di essere una vittoria di Pirro.
La storia va avanti da qualche anno: alla richiesta del gestore di mettere un ripetitore nella pertinenza di un’abitazione privata, il Comune aveva presentato ricorso al Tar facendo valere il regolamento comunale approvato nel 2010, che vietava l’installazione di questi ripetitori nelle vicinanze di luoghi frequentati dai bambini, come appunto la scuola. Nel frattempo la Wind, contattata dal Comune, si era dimostrata favorevole all’installazione del ripetitore su un terreno comunale poco distante, sempre in via Madonna del Soccorso. Una ipotesi abbandonata non appena il Tar ha respinto, per un vizio di forma, la richiesta di sospensiva avanzata dal Comune. I lavori sono dunque ripresi nei giorni scorsi per installare l’antenna, tra le proteste dei residenti e dei genitori dei bambini che frequentano la scuola elementare, preoccupati per le possibili ripercussioni sulla salute provocate dall’inquinamento elettromagnetico.
L’Ufficio Tecnico Comunale e la Polizia Locale di Cori, nel corso del sopralluogo dello scorso martedì, hanno fermato il cantiere avendo riscontrato alcune difformità. Uno stop che comunque sarà provvisorio.
“Attendiamo che il Tar si esprima nel merito a giugno, comunque faremo tutto ciò che è in nostro possesso per tutelare la salute dei cittadini”, spiega il Sindaco di Cori Tommaso Conti. “Il Consiglio Di Stato in una sentenza del 2013 ha affermato che i Comuni hanno la potestà di indicare luoghi di proprietà comunali sui quali è vietata l’installazione dei ripetitori, ma non possono dettare i criteri di localizzazione nei propri regolamenti. Noi, ad esempio, avevamo vietato l’installazione delle antenne a 100 metri da scuole e parchi pubblici. Nonostante tutto, faremo valere questa tesi in tutte le sedi giudiziarie”.

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