Ponza, il Comune ha bloccato le attività del cantiere navale Parisi

Ponza, il Comune ha bloccato le attività del cantiere navale Parisi
*Comune di Ponza*

*Comune di Ponza*

Il Comune di Ponza ha bloccato l’attività del cantiere navale Costruzioni Riparazioni Parisi S.r.l. L’amministratore unico della società Silverio Parisi aveva presentato due Segnalazioni certificate di inizio attività volte a sanare precedenti illeciti e a riaprire il cantiere con l’arrivo della bella stagione.

L’amministrazione comunale però, dopo aver ricostruito la storia dell’azienda ha deciso di annullare le due scia presentate in aprile e nel luglio 2012, perchè le memorie difensive presentate a favore della società non sarebbero condivisibili. Ora Parisi ha a disposizione sessanta giorni per presentare ricorso al Tar del Lazio contro la decisione.

Il cantiere navale nasce nel 1958 quando viene accettata la richiesta di concessione del suolo demaniale di una parte della spiaggia di Santa Maria. Nel documento però non si fa menzione di future realizzazioni di manufatti destinati alle attività cantieristiche. I primi illeciti risalirebbero al 1963 quando il primo manufatto fu ampliato senza le necessarie autorizzazioni. Nel 1972 risultano invece tre manufatti di cui due di dimensioni diverse rispetto ai progetti originali e uno totalmente abusivo. Nel 1974 per quei presunti illeciti Parisi fu assolto per buona fede. Fu chiesta però la regolarizzazione delle superfici abusivamente occupate con particolare riferimento alla fascia di rispetto del confine demaniale. La striscia di terreno occupata avrebbe dovuto consentire il collegamento della strada che parte dal Fosso della Linguana verso la via della Marina, in ragione della prevalenza pubblica della strada. Ma questo non avvenne.

Anche per questo il Comune ha deciso ora di annullare le nuove scia che avrebbero cancellato in un colpo solo tutti i problemi per i cantieri Parisi, che avevano visto nel 2009 il sequestro dei pontili e nel 2012 un nuovo sequestro dei carabinieri in seguito agli accertamenti effettuati dall’Arpa Lazio e dalla Asl che avrebbero riscontrato violazioni delle norme di sicurezza sul lavoro e delle norme ambientali.

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