Sabaudia, cittadinanza onoraria ai frati: tanti ricordi ed emozioni

Sabaudia, cittadinanza onoraria ai frati: tanti ricordi ed emozioni

frati_primaNon ci sono davvero parole per descrivere le emozioni provate dai presenti, numerosissimi, in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria ai Frati Minori, è stato come se il cuore di Sabaudia fosse tornato a battere sempre più forte. Il 24 aprile a palazzo Mazzoni alla presenza del consiglio comunale c’erano i parroci, quasi tutti, che per 71 anni, fino allo scorso anno si sono susseguiti a Sabaudia nella parrocchia della Santissima Annunziata. A ricevere la cittadinanza onoraria c’erano: padre Giuseppe Ungaro, padre Tommaso Cappelletto, padre Sebastiano Sartori, padre Basilio Spagnolo, padre Francesco Capuzzo, padre Giuseppe Cantu, padre Gelindo Miolo e padre Giuseppe Bigolaro. Molti i sacerdoti ricordati, padre Cesare, padre Florindo, padre Celestino, padre Tarcisio. Presente anche padre Fernando particolarmente caro ai cittadini di Molella perchè grazie al suo impegno fu realizzata la chiesa dedicata alla Madonna di Fatima nella frazione. Nella sala di palazzo Mazzoni anche padre Candido,anche lui molto caro ai cittadini.

Il ricordo del sindaco Maurizio Lucci ha ripercorso i 71 anni insieme ai frati, dal difficile periodo del IMG_0290dopoguerra quando padre Agostino evitò che il bellissimo mosaico della chiesa della Santissima Annunziata fosse distrutto. Storie di fede e di coraggio con un pizzico di ironia come nell’eccezionale testimonianza di padre Ungaro, 96 anni, che ha raccontato quando da giovane frate si spostava nella frazione di Borgo Vodice in barca dopo che i tedeschi avevano fatto saltare ponti e canali nel dopoguerra. Poi la storia di quando alcune persone volevano attentare alla sua vita, racconti tragici ma con il sorriso sulle labbra con tanto di battute come quelle sulle decine  e decine di punture fatte nelle terre di palude perchè era anche assistente medico, vaccini per la malaria. Toccante anche l’intervento di padre Cantu che ha ripercorso la sua esperienza da parroco in parte riportata anche in un volume sulla storia dei frati nella chiesa della Santissima Annunziata. Lo stesso sindaco più volte nel ripercorrere ciò che i frati hanno rappresentato e rappresentano per la città si è commosso come gran parte delle persone presenti ed il consigliere Bordignon nel suo intervento, promotore insieme al resto della minoranza della mozione per il conferimento della cittadinanza onoraria ai frati.

Un momento importante è stato dedicato al ricordo di padre Aurelio che ha vissuto a Sabaudia per cinquant’anni. Da bambini di generazione in generazione centinaia di cittadini sono cresciuti al suono del suo organo imparando ad amare la musica ed a frequentare la parrocchia. La fede attraverso la via della musica, tutti, davvero tutti, hanno voluto bene a padre Aurelio che il sindaco Lucci ha definito “emblema dei frati di Sabaudia”. “Siamo pellegrini e servitori del popolo – ha dichiarato padre Giovanni Voltan  superiore provinciale della nuova Provincia italiana di sant’Antonio di Padova, nel ricevere la cittadinanza onoraria – come il Signore ci chiede. Ma porteremo sempre questa terra nel cuore.”Più volte durante la cerimonia è stata sottolineata inoltre la forte devozione a Sant’Antonio da Padova, una fede che sin dai tempi della bonifica ha sostenuto le famiglie soprattutto quelle di origine veneta. Dopo il conferimento del riconoscimento è stata celebrata una messa solenne presso la chiesa della Santissima Annunziata. E’ impossibile spiegare a parole ciò che i frati hanno dato alla città., tutti hanno sentito ancora una volta, più forte che mai il loro abbraccio, una sensazione che resta impressa nel cuore di Sabaudia. L’unica cosa che viene in mente è un enorme e grande grazie.

 

 

 

You must be logged in to post a comment Login

h24Social