Minturno, Consiglio comunale inconcludente. Piano antenne: è caos

Minturno, Consiglio comunale inconcludente. Piano antenne: è caos
*Cortile interno al Comune di Minturno*

*Cortile interno al Comune di Minturno*

Il Consiglio straordinario di ieri, 24 aprile, è stato chiesto dalla minoranza per fare chiarezza sulla situazione del piano antenne sul territorio comunale. A prendere la parola è stato il consigliere comunale Gerardo Stefanelli che ha interrogato l’amministrazione sui vari punti del giorno tra i quali il numero di antenne presenti sul territorio comunale e, in particolare, sull’antenna da 36 metri che dovrebbe essere installata nei pressi del Campo sportivo Pirae, in prossimità del lungomare Nazario Sauro.

In realtà la richiesta motivata e sollecitata anche dal “Comitato No Ant” ha risvolti più complessivi e ampi: capire e sapere realmente quante antenne sussistono sul territorio, dove sono state posizionate, quanto entra nelle casse comunali e quindi quale sia la voce di bilancio in merito.

Tra le istanze inoltrate Stefanelli si è soffermato sull’antenna telefonica posizionata nell’area ex Sieci: a chi appartiene, se al Comune o ad un privato, e quindi gli introiti di quest’ultima dove vanno a finire, ove fosse attestato essere del comune.

Pino Russo, consigliere di minoranza, è intervenuto per evidenziare che problematiche inerenti l’inquinamento elettromagnetico fossero state già avanzate in tempi remoti in una relazione presentata il 28-11-1998 circa l’individuazione di siti idonei. Rispetto a 16 anni fa la situazione di una regolamentazione è molto più complicata.

Luca Salvatore, attuale assessore all’Ambiente, invece, ha accennato ad una società di Pisa che dovrebbe monitorare (come fa l’ARPA) e relazionare sui calcoli di inquinamento elettromagnetico prodotto dalle antenne già presenti e come diventerebbe con ulteriori installazioni. Analizzare una serie di siti che a parità di impatto elettromagnetico rechino il minor impatto ambientale paesaggistico.

L’architetto Lucia Gallucci è intervenuto per sottolineare che una pianificazione organica e dettagliata va fatta in tempi stretti. Il compito del Comune è quello di localizzare dove far installare le antenne. In merito all’antenna da 36 metri sono stati fatti passi incompleti proprio in assenza di un regolamento comunale, circa anche la pericolosità dell’elettrosmog. Il Comune è proprietario di 1185 siti dove potrebbero essere installate le antenne. È anche vero che attualmente al di sotto dei 20Mh basta una semplice DIA o SCIA per poter posizionare suddette antenne. Deve finire o deve essere gestita organicamente l’installazione, senza che sia terra di nessuno a discapito di tutti. Una prossima antenna sarà installata in località via Fosso, proprietà del Comune, contratto firmato nel 2009, ma partito dal 2011, per cui il Comune stesso percepisce 20 mila euro all’anno.

Il consigliere Raffaele Chianese ha condiviso il discorso della Gallucci, contestando però le affermazioni dell’ARPA circa la descrizione delle onde elettromagnetiche, che non è vero che andrebbero solo verso l’alto e quindi non arrecherebbero danni per la salute del cittadino. E’ stato ricordato come la proposta di un piano antenne formulata tra la fine del 2008 e per tutto il 2009 si rifaceva alla allora legge vigente che negava il posizionamento di antenne presso siti con presenza di asili, ospedali, Rsa e già allora si faceva riferimento alle problematiche di impatto ambientale.

Alla fine Stefanelli ha chiesto nuovamente di sapere: “Chi è il contraente dell’antenna posta nell’area ex Sieci”.

Su un eventuale incarico da attribuire alla società di Pisa per la realizzazione di un regolamento al costo di 13mila euro, hanno manifestato dissenso Pino Russo, Mimma Nuzzoe Raffaele Chianese. Mentre è stato chiesto di stabilire un capitolo di bilancio proprio ed esclusivo di entrate uscite installazione antenne.

Alla fine del Consiglio comunale è venuta fuori una grande confusione sulla terminologia, sulla valutazione e presentazione dell’argomento. Nessuna proposta è arrivata circa i criteri da adottare come guida nella predisposizione del piano, lasciando quindi campo aperto alle società telefoniche.

C’è da dire che tra le farraginose lacune affiorate ieri sera in Consiglio vi sia anche il regolamento  con indicazioni utili  non solo per il piano antenne, ma anche per il controllo delle richieste di installazione.

L’architetto Gallucci ha asserito anche che nell’ultimo mese siano stati dati 20 dinieghi a richieste di installazioni e nel marasma, forse dettato dal non aver avuto il tempo di essere tutti pronti sull’argomento, ha asserito di essere perfettamente in grado di fare un Piano antenne e gratis, così come a suo tempo ha redatto il regolamento in merito, approvato all’unanimità in un precedente consiglio.

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