Caso rifiuti a Lenola, la minoranza torna alla carica: nuove ombre su costi e smaltimento

Caso rifiuti a Lenola, la minoranza torna alla carica: nuove ombre su costi e smaltimento
*Alcuni dei rifiuti 'incriminati'*

*Parte dei rifiuti ‘incriminati’*

“Se veramente si è competenti si dovrebbe sapere che per smaltire i rifiuti si spendono complessivamente 97 euro a tonnellata, ma dagli atti risulta che il Comune di Lenola ne ha spesi 250, pagando a parte la raccolta e il trasporto. Non solo il Comune ha pagato di più, ma i rifiuti non risultano smaltiti tutti”.

Dall’amministrazione continuano a dirsi “vittime della macchina del fango”, ma dall’opposizione continuano ad incalzare. Mentre si prosegue nel chiedere le dimissioni dell’assessore Paola Izzi per il ‘giallo del tramezzo’, dal Movimento civico di Lenola tornano infatti a battere sulla questione dello smaltimento dei rifiuti provenienti dalle discariche abusive del paese, finanziato con 18mila euro dalla Provincia.

*Le foto dal dossier dell'amministrazione*

*Le foto dal dossier dell’amministrazione*

Le risposte del sindaco Andrea Antogiovanni, con tanto di documentazione fotografica e tendenti a sgonfiare il caso, sembrano aver avuto l’effetto opposto, fungendo da trampolino di lancio per un nuovo attacco: i costi per lo smaltimento, progetto su cui dalla minoranza attendono ancora alcuna documentazione, come il verbale d’intervento attestante l’effettiva esecuzione dei lavori, ammonterebbero a quasi il triplo del prezzo di mercato. L’esatto contrario di quanto affermato dal primo cittadino.

E, per di più, dal Movimento continuano a puntare dritti su un fatto d’importanza non secondaria, e che è anzi diventato il tema centrale della discussione: non si capisce come e dove sia stata smaltita parte di quei rifiuti. “Le foto che nelle intenzioni dovevano essere esplicative sembrerebbero invece accrescere tutte le perplessità da noi evidenziate. Nelle stesse infatti sono ritratti rifiuti di cavi elettrici, forse ‘spellati’ e privati del rame, lamiere coibentate per coperture; residui edili da demolizioni e costruzioni; residui di potature o verde proveniente da parchi e giardini. Ebbene, nessuno di questi tipi di rifiuti è stato smaltito con il progetto dei 18 mila euro”.

*Alcuni dei rifiuti*

*Al centro della bagarre, lo smaltimento*

Cosa che, spiegano dal Movimento, emerge palesemente dagli atti visionati: “Risulta che è stato smaltito solo materiale avente il cosiddetto codice ‘Cer 150105’ che riguarda una tipologia di rifiuti completamente diversa (imballaggi in materiali compositi), e non quel materiale che si nota nelle fotografie. Perciò continuiamo a chiederci: che fine hanno fatto i calcinacci, plastica, lamiere e potature riportati nelle foto? Vogliamo ricordare che lo smaltimento irregolare dei rifiuti configura un reato grave ben preciso”.

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