Bonifica, consorzio al collasso e lavoratori senza stipendio

Bonifica, consorzio al collasso e lavoratori senza stipendio

Mentre prosegue lo stato di agitazione dei lavoratori, i vertici dell’ente di Bonifica provano a fare chiarezza sulla situazione.
“Nessun buco di 50 milioni, anzi il Consorzio di Bonifica attualmente presenta, nonostante la grave crisi dovuta alle mancate entrate, un avanzo di gestione di circa 7 milioni e mezzo di euro”. Lo ha detto il presidente del consorzio di Bonifica dell’Agro pontino, Carlo Crocetti.

Nella sua doppia veste di Direttore Generale del Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino e Direttore Generale dell’Unione regionale dei Consorzi di bonifica del Lazio, è intervenuto anche l’ingegner Natalino Corbo che ha fornito informazioni e riferimenti utili alla comprensione della situazione economica dell’Ente ed alle iniziative attualmente in essere.
Anche Corbo ha voluto smentire le cifre del presunto buco ed ha chiarito che il consorzio, oltre a garantire una razionale utilizzazione della risorsa irrigua l’Ente di bonifica effettua, su delega della Regione Lazio ed in alcuni casi per il tramite della Provincia, lavori in concessione, lavori in convenzione, definiti dalle stesse norme regionali di settore di Preminente Interesse Regionale o Servizi di Pubblica Manutenzione, lavori cosiddetti di somma urgenza e gestione delle fasce frangivento.
Per lo svolgimento delle attività delegate per convenzione, tra cui ad esempio la gestione degli impianti idrovori, non sono state trasferite ai Consorzi del Lazio, ormai da alcuni anni, le necessarie risorse economiche. Addirittura, nel triennio 2011-2013, la Regione Lazio non ha neanche previsto di allocare, nel proprio bilancio e nei capitoli dedicati, gli importi necessari per l’espletamento delle funzioni e dei servizi trasferiti per legge.

Tutte le attività svolte sono state rendicontate alla Regione Lazio per la verifica della certificabilità del credito e si è in attesa della adozione dei necessari atti amministrativi da parte degli uffici competenti. Complessivamente, per tutti i Consorzi del Lazio, sono stati rendicontati crediti (fino al 2010) per oltre 20 milioni di euro, di cui circa 11 milioni solo per il CB dell’Agro Pontino.
Crediti per ulteriori 30 milioni di euro sono ascrivibili al triennio 2011-2013 ed anche in questo caso la documentazione di riferimento è stata trasmessa alla Regione Lazio. Di questi 30 milioni euro circa 14 milioni sono stati rendicontati dal CB Agro Pontino.
Per la certificazione dei crediti è stata contattata SACE Factoring (CDP) a cui sono stati forniti i bilanci degli ultimi tre anni e tutta la documentazione necessaria a supporto del processo attivato. È di tutta evidenza che ove fosse vero “il buco di 50 milioni di euro”, tale attività non si sarebbe neanche potuta immaginare.

 

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