Araucaria contesa a Terracina. Il giudice dice di abbatterla, ma un cittadino la difende. Interviene il Wwf

Araucaria contesa a Terracina. Il giudice dice di abbatterla, ma un cittadino la difende. Interviene il Wwf
Araucaria

Araucaria

A Terracina è ‘spuntata’ un’altra questione. Ma l’albero che è al centro del contendere non è nato oggi, ma sta lì, in un terreno privato di via San Domenico, da oltre sessant’anni. Un albero di araucaria, proveniente dal sud America, che fino a oggi non aveva suscitato questioni e che, invece, adesso è finito addirittura sul tavolo di un giudice di tribunale.

A sollevare il problema una residente che ha evidenziato come l’albero rappresenterebbe una minaccia per la sicurezza dei passanti visto che si trova nel bel mezzo di un passaggio pedonale a ridosso di alcune abitazioni. Si è, dunque, rivolta al giudice che ha inviato sul posto un consulente e poi ha sentenziato che quell’araucaria da lì deve andare via. Ergo, va abbattuta.

Nessun altro residente della zona ha avuto da ridire, tranne uno che a quell’albero decennale ci tiene davvero. Per questo motivo ha informato della vicenda il Wwf Litorale Pontino che subito si è attivato.

“Al di là della necessità o meno del taglio della pianta – spiega Giovanni Iudicone – come Wwf sosteniamo che a Terracina debba essere presa in considerazione l’ordinanza sindacale del 1987 in base alla quale il cittadino deve rivolgersi al Comune per un’eventuale autorizzazione. Nel caso specifico quindi, il Comune dovrebbe fare ricorso contro la sentenza del giudice per ristabilire la competenza sul verde urbano”.

Come a dire che non c’era bisogno di scomodare il tribunale, sarebbe bastata una telefonata all’ufficio tecnico e un funzionario si sarebbe tempestivamente recato sul posto per vedere il da farsi. Infatti l’ordinanza sindacale del 1987 stabilisce che Nel sito internet del  Wwf Litorale Pontino viene riportato il testo integrale dell’ordinanza dell’allora sindaco Fabrizio Abbate che stabilisce che “il proprietario che ritenga necessario l’abbattimento di alberi pericolanti, vetusti od ammalati, deve farne preventiva richiesta a mezzo lettera raccomandata con R.R. al Comune (…). Se entro il termine di 30 giorni il Comune non esprime il proprio parere o non effettua il sopralluogo alla presenza dell’interessato questi può provvedere al taglio degli alberi. Chiunque trasgredisce l’ordinanza è punito con una sanzione per un importo uguale a 5 volte il valore della pianta abbattuta ed in caso di alberi di particolare pregio paesaggistico, storico o culturale, fino a 10 volte il valore accertato dal Comune”.

A questo punto il Comune dovrebbe fare ricorso contro la sentenza del giudice che potrebbe essere applicata a momenti. Già ieri pare si siano presentati alcuni operai e sarebbero volate parole grosse.

 

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