Tornano i lupi, cavalli sbranati nell’area del Parco Ausoni

Tornano i lupi, cavalli sbranati nell’area del Parco Ausoni
*Uno dei puledri sbranati*

*Uno dei puledri sbranati*

Tecnicamente, rientrano tra i danni da fauna selvatica. A livello concreto, sono sanguinose razzie che spesso vedono le vittime indirette, gli allevatori, alle prese con danni economici nell’ordine delle migliaia di euro. E le vittime dirette, cavalli o pecore che siano, direttamente sbranate. Preda di famelici lupi che di tanto in tanto fanno capolino dai boschi.

Sulle alture intorno alla Piana di Fondi, in piccoli branchi, sono tornati in azione di recente. A Monte San Biagio, ma anche e soprattutto a Lenola, nell’area del Parco dei Monti Ausoni. A metà della passata settimana, in località Ambrifi, due raid, una notte dietro l’altra, sempre nei confronti dello stesso allevatore. Per un bilancio totale che parla di quattro puledri rinvenuti orribilmente sventrati. Roba da evitare ai deboli di cuore.

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*Quattro vittime in due attacchi*

Solo l’ennesimo caso in quell’area, dove, sul versante dei monti che affaccia nel frusinate, nei dintorni di Vallecorsa e Pontecorvo, proprio in questo periodo è in corso una nuova recrudescenza degli attacchi.

Fatti a cui, col tempo, si è per forza dovuto abituare anche il pastore che gli ultimi quattro capi sbranati li allevava. Questa volta, però, è almeno stato un po’ più fortunato del solito: qualcosa, delle carcasse dei puledri, è rimasto. E, da parte dei veterinari preposti, si è potuto accertare che sì, sono stati proprio i lupi a sbranare quei cavalli. Non semplici orde di fantomatici cani randagi, a cui, nel dubbio, vengono puntualmente affibbiati gli attacchi sospetti.

“Altre volte – spiega il giovane allevatore – siccome degli animali non rimaneva quasi nulla, non si potevano nemmeno richiedere i risarcimenti”.

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*Razzie di sangue*

Lungaggini e mancati riconoscimenti – Risarcimenti il cui iter, è notorio, molte volte si presenta farraginoso, con i pagamenti da parte degli enti statali che arrivano in differita. Quando arrivano, viste le ricorrenti diatribe riguardo l’effettiva natura dell’attacco di turno.

“Episodi simili a quest’ultimo, rischiano di mettere in ginocchio le persone che vivono di questo settore – sottolinea Lino Conti, presidente della Coldiretti di Fondi -. Gli enti preposti, Parchi, Provincia o Regione, dovrebbero assicurare loro maggiore vicinanza”.

I ruoli ribaltati – Insomma, minacciati dall’uomo e fino a non molti anni fa a rischio estinzione, gli enigmatici, affascinanti – e voraci – lupi hanno ora ricominciato a far sentire la propria presenza, a cui un po’ tutti si erano ormai disabituati. Un ritorno in auge che ha anche un lato in qualche modo paradossale, quasi da ‘revenge’ di madre natura: specie protetta dopo la collettiva presa di coscienza dei primi anni di Settanta, allo stato attuale hanno più tutele legali del proprio vecchio carnefice.

*Nuova escalation di attacchi*

*Nuova escalation di attacchi*

A farne le spese, però, schiere di incolpevoli. I quali a volte arrancano già di per sé, tra una transumanza e l’altra, facendo di continuo i conti con un lavoro spigoloso, gli strascichi della crisi del settore agroalimentare, tasse e denaro per i terreni in affitto o in concessione.

 

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