Carenze nel Pronto soccorso di Latina, chiesto l’intervento del Prefetto

Carenze nel Pronto soccorso di Latina, chiesto l’intervento del Prefetto
L'Ospedale Goretti di Latina

L’Ospedale Goretti di Latina

Proclamazione dello stato di agitazione e richiesta di intervento inoltrata al Prefetto: i lavoratori del Pronto soccorso del Goretti di Latina non arrestano la protesta e chiedono a gran voce soluzioni immediate. Attraverso una nota firmata dal presidente del sindacato Usb Lazio Sabino Venezia, il sindacato elenca le carenze del reparto e invoca un intervento del Prefetto D’Acunto presso la Regione a tutela dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e dell’incolumità psico-fisica dei lavoratori del Pronto soccorso.

La mobilitazione dell’Usb, già in atto da diversi anni, è stata accelerata dall’aggressione subita da un infermiere del Pronto soccorso di Latina lo scorso 18 febbraio da parte del genitore di un ragazzo in attesa di accedere al reparto per una visita.

Secondo Venezia le “condizioni architettoniche ed organizzative del Pronto Soccorso di Latina rasentano l’inverosimile”. Ai problemi comuni, purtroppo, ad altri reparti del Lazio come la mancanza di una sala per le salme, si somma una “una carenza di personale che non ha eguali se paragonata ad altri Ospedali della Regione” con quasi tutto il personale assunto con contratti in scadenza ogni sei mesi.

Il presidente regionale dell’Usb quantifica in 25/30 i pazienti mediamente in attesa di una visita o di un trasferimento in reparto, una “perdita di dignità che accomuna pazienti e lavoratori, con questi costretti a lavorare in un contesto pericoloso”. Tra le soluzioni proposte dal sindacato c’è anche l’invito a dimettere i pazienti ricoverati al Goretti anche nei giorni festivi e non solo durante la settimana “ma le soluzioni – spiega Venezia al Prefetto – tardano ad arrivare, complice anche un rinnovato assetto organizzativo della ASL che non sembra ancora aver preso coscienza di alcune storiche disfunzioni organizzative che sopravvivono al Goretti e che minano, ogni giorno, la “buona pratica” assistenziale e terapeutica”.

Non solo. Secondo l’Usb le ipotesi individuate dalla dirigenza Asl (ad esempio trasferimento di infermieri dai presidi territoriali al Goretti) “rischiano di compromettere ulteriormente le capacità di tenuta dei locali e del Personale del Pronto Soccorso”. Nella lettera al Prefetto l’Usb denuncia la mancanza, nei Ps dei presidi territoriali, di servizi di Radiologia e Cardiologia determinando così il trasferimento di pazienti al Goretti dove vengono trattati ex novo; l’assenza di personale di supporto (Oss) che costringe medici e infermieri a occuparsi anche di pratiche burocratiche; la mancata attivazione, nei momenti di iper afflusso (oltre 100 pazienti in attesa) di una parte dei posti letto disponibili a Sezze o in alternativa l’invio di una squadra di supporto; il trasferimento dei soli pazienti ‘stabilizzati’ all’Icot alla clinica San Marco invece dei pazienti acuti.

Una serie di criticità rilevate dal sindacato Usb regionale che hanno portato al faccia a faccia con il nuovo direttore generale della Asl Caporossi e alla richiesta di incontro con la Cabina di Regia del Servizio Sanitario Regionale. In attesa di questo secondo passaggio, l’Usb ha chiesto l’intervento del Prefetto di Latina proclamando contemporaneamente lo stato di agitazione del personale.

***ARTICOLO CORRELATO*** (Infermiere aggredito al Goretti viene ricoverato per un malore)

You must be logged in to post a comment Login

h24Social
[ff id="2"]