Caso ex Lsu a Minturno, l’amministrazione incontra i rappresentati sindacali: “Era l’unica strada che potevamo seguire”

Caso ex Lsu a Minturno, l’amministrazione incontra i rappresentati sindacali: “Era l’unica strada che potevamo seguire”
*Cortile interno al Comune di Minturno*

*Cortile interno al Comune di Minturno*

Ha risposto immediatamente l’amministrazione comunale di Minturno alla richiesta di incontro formulato dai sindacalisti interni chiamati a rappresentare le ragioni dei 35 ex Lsu ai quali è arrivata qualche giorno fa la lettera avente ad oggetto “L’ avvio del procedimento per l’annullamento in autotutela della procedura di assunzione di numero 35 lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità”.

Un incontro, quello che si è svolto già ieri poco dopo il termine dell’assemblea degli ex Lsu, utile a trovare un accordo sulle ragioni che hanno portato l’ente locale ad avviare il procedimento che porterà al licenziamento dei 35 lavoratori part time: “Il disinteresse da parte della politica”. L’attuale giunta regionale non avrebbe cioè affrontato il problema.

Nel manifestare le ragioni dell’amministrazione comunale il sindaco, il vicesindaco e il presidente del consiglio hanno chiarito alle Rsu come il rischio di incorrere in un danno erariale, di essere quindi perseguibili dalla Corte dei Conti, ha costretto l’ente a rivolgersi ad un avvocato del lavoro per cercare un modo per evitare il peggio. L’amministrazione resta pertanto in attesa di ricevere la prossima settimana il parere legale per redigere la delibera di giunta da trasmettere ai vari responsabili di settore comunali che avranno l’increscioso compito di procedere nei confronti dei 35 dipendenti comunali.

“Purtroppo è l’unica strada che potevamo seguire”. Il sindaco è apparso evidentemente amareggiato sia a livello umano sia lavorativo in quanto avrebbe detto: “Non pensiate che mi faccia piacere licenziare 35 unità sopratutto  in prossimità della stagione estiva quando il lavoro si intensifica”.

I rappresentanti sindacali su un punto si sono soffermati: “La mancanza di dialogo”. L’informazione e il confronto con i lavoratori avrebbe forse evitato di inasprire gli animi.

Resta comunque plausibile la consapevolezza che a seguito di un licenziamento che contravviene un provvedimento esecutivo del giudice del lavoro ci sia la reale probabilità che i lavoratori vengano reintegrati, seppure alleggerendo il Comune dal rischio di un danno erariale. Una manovra consapevole? Chissà…

 

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