Terracina, parcheggio al Montuno in Corte dei Conti. Rigettate le eccezioni dei tre dirigenti comunali

corte dei contiI tre dirigenti del Comune di Terracina, accusati di aver sperperato denaro pubblico, con il progetto del parcheggio interrato al Parco del Montuno, hanno perso il primo round davanti alla Corte dei Conti del Lazio. I giudici contabili hanno rigettato l’eccezione delle difese di Armando Percoco, Alberto Leone e Vincenzo Fusco, sull’atto di citazione, ritenuto nullo per una violazione dei termini. L’eccezione è stata ritenuta infondata e, sfumata così l’ipotesi di risolvere il problema con un possibile difetto procedurale, il caso verrà discusso a luglio. La Corte dei Conti dovrà poi decidere se condannare i tre, ai quali la Procura ha chiesto di restituire oltre 126 mila euro al Comune, corrispondenti alla somma pagata per il primo stato di avanzamento lavori relativo al parcheggio.

Il parco venne reso inaccessibile per tre anni a cittadini e turisti. L’amministrazione Nardi voleva realizzare lì 70 posti auto interrati. Il tutto nonostante l’area fosse gravata da vari vincoli: paesaggistico, archeologico e urbanistico.


lavori nel Montuno“E’ stato approvato un progetto – ha sostenuto il procuratore Angelo Raffaele De Dominicis, in occasione dell’inaugurazione dell’attuale anno giudiziario alla Corte di Conti – senza l’effettuazione della preliminare verifica dell’interesse archeologico, che prevede indagini preventive in sede di progetto preliminare e l’invio alla soprintendenza di copia del progetto prima dell’approvazione dello stesso. I lavori risultano essere stati appaltati senza una valutazione e la preventiva approvazione del progetto da parte del soprintendente di settore territorialmente competente”.

montuonoE ancora: “I lavori, consegnati il 20 febbraio 2009, sono stati sospesi più volte, superando abbondantemente il quarto della durata complessiva dei lavori, stabilita in 91 giorni, e mettendo in condizione l’appaltatore di richiedere lo scioglimento del contratto, fino alla decisione di risolvere il contratto e procedere con il ripristino dell’area mediante rifacimento del muro perimetrale in pietrame sito in via Dante Alighieri, ristabilendo ante-operam dei tratti interessati agli scavi di sbancamento e archeologici”.

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